Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, sussurra a Matteo Renzi, presidente del Consiglio

Raffaele Cantone bacchetta la politica romana – senza “l’intenzione di fare polemica” – per aver rinunciato alla candidatura per ospitare le Olimpiadi 2024. Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione si chiede come mai una città debba rinunciare a un’opera per paura che possano esserci episodi corruttivi. A margine di un evento a Firenze, il magistrato si è detto “perplesso sul fatto che qualcuno possa ritenere che i rischi di corruzione non giustifichino un’opera”.

Secondo Cantone, che in prima persona ha supervisionato gli appalti dell’Esposizione universale milanese, l’ultimo grande evento made in Italy, “fino a quando noi ci ritrarremo per la paura rischieremo di non diventare mai un Paese normale. Invece – ha aggiunto – dobbiamo fare in modo che tutto questo non si verifichi”.

Una delle motivazioni che ha spinto il sindaco di Roma a rinunciare ai Cinque cerchi è stato proprio il timore che le Olimpiadi potessero trasformarsi nei ‘Giochi del mattone’. “Non ho intenzione di fare polemica con nessuno – ha detto Cantone e supervisore dei lavori delle nuove strutture sportive per Roma 2024 – Ovviamente, se ci avessero chiesto, così come ci era stato anticipato, di operare un sistema di controllo, avremmo fatto la nostra parte“.

La disponibilità dell’autorithy, insomma, c’era tutta, “ma su quali siano le attività da svolgersi – sottolinea Cantone – le scelte sono della politica. Quali attività mettere in campo non sono scelte di un’autorità di controllo“, che in definitiva può solo contribuire a far andare tutto per bene.

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