Il salto dai dilettanti al calcio professionistico non è propriamente una passeggiata, soprattutto a livello economico. La dimostrazione arriva anche guardando i conti di alcuni società, come il Pordenone.

Il club friulano, oggi in testa al Girone B dopo aver sfiorato la finale playoff per la promozione nella scorsa stagione, ha infatti avuto un aumento considerevole dei costi, soprattutto legati agli stipendi. impatto lega pro bilancio pordenoneI dati del 2013/14 si riferiscono all’ultima stagione nei dilettanti disputata dalla società neroverde, quelli dell’anno successivo invece alla prima annata in Lega Pro. I ricavi sono rimasti sostanzialmente in equilibrio, mentre ad avere un’impennata sono stati i costi.

Tra un bilancio e l’anno infatti la spesa della società è cresciuta del 126,49%, passando dagli 1,6 milioni di euro del 2014 ai 3,8 del 2015. Aumento dovuto quasi interamente al boom dei costi del personale, sia come salari e stipendi che come oneri sociali. Nel bilancio 2014 questi costi erano inseriti alla voce “servizi” come “costi per tesserati”, voce che valeva complessivamente 1,2 milioni di euro (comprendendo anche altri elementi) e che nel 2015 è calata a 860mila euro circa.

Nell’ultimo bilancio disponibile, infatti, a far la voce grossa sono i costi per il personale, come detto. Nel 2014 ammontavano complessivamente a 45mila euro circa, di cui 32mila per salari e stipendi: nel 2015 la voce è schizzata fino a 2,1 milioni di euro, di cui 1,6 per salari e stipendi.

impatto lega pro bilancio pordenone

Per quanto riguarda i tesserati, il monte ingaggi per i giocatori è stato di 926mila euro, mentre quello per gli allenatori si è fermato poco sopra i 300mila, per un totale di 1,3 (bonus compresi) milioni di euro. Il resto è suddiviso tra oneri sociali (546mila euro), tfr e stipendi dei dipendenti non tesserati, che hanno portato la quota complessiva fino ai 2,1 milioni di cui sopra.

In sostanza, l’aumento importante degli stipendi non è stato bilanciato da un adeguato aumento dei ricavi. Tanto che, si legge nella Relazione sulla gestione, “le risorse finanziari dei soci rimangono al momento le più importanti fonti finanziari di copertura delle perdite d’esercizio”. Una condizione simile a quella di molti altri club tra Serie B e Lega Pro.

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