Modello governance Milan manager italiani. l ritorno a casa (e in politica) dopo 29 giorni d’ospedale accelera l’affare Milan.

Stamattina Silvio Berlusconi lascia il San Raffaele, dov’è ricoverato dal 7 giugno per un grave episodio di scompenso cardiaco. Le dimissioni sono previste per le 10.30. Ancora per un mese il leader di Forza Italia sarà sotto stretto controllo medico. La ripresa dall’operazione a cuore aperto per la sostituzione della valvola aortica procede bene, ma i tempi per una completa guarigione restano lunghi. Così i due infermieri che l’hanno seguito nelle ultime settimane d’ospedale continueranno ad assisterlo a casa giorno e notte. Ne scrive oggi il Corriere della Sera.

L’unica data fissata in calendario, al momento, è la visita di domenica di Adriano Galliani: all’ordine del giorno c’è la trattativa sulla vendita del Milan. L’idea di Berlusconi è poi di convocare per venerdì 15 luglio un vertice ad Arcore per discutere del futuro del partito.

I cinesi sono a un passo: (firma del preliminare tra l’11 e il 15 luglio, affare chiuso a settembre) ma con un modello di governance completamente diverso rispetto a quello del Suning all’Inter.

I 4-5 gruppi investitori, che sono stati giudicati solidi, verranno allo scoperto dopo la firma.
La struttura è quella del fondo di investimento: chi farà da interfaccia con il mondo saranno i gestori del fondo, in primis Nicholas Gancikoff, che assumerà il ruolo di ad, e Sal Galatioto, molto più che semplici advisor.
Non sarà quindi l’investitore cinese ad esporsi sulle singole decisioni, la sua presenza a Milano non sarà necessaria. Si è scelto di coinvolgere manager italiani, senza imporre un’internazionalizzazione a prescindere.
Un modello definito «più manageriale» dai diretti interessati che vogliono far diventare punto di forza la proprietà frazionata («Più sinergie»), in teoria un possibile rischio.
Il valore del Milan è stato calcolato in 740 milioni (240 vanno a ricoprire i debiti), ma Berlusconi ha imposto che altri 400 (in tre anni) venissero versati nel club: la spesa è simile a quella per l’Inter, ma Silvio ha fatto una sorta di ultimo regalo al suo Milan.
La conferma della chiusura della trattativa ormai vicina è arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi, dimesso dall’ospedale San Raffaele: «Il Milan ha ormai un percorso avviato verso i cinesi. Voglio consegnare il Milan a chi sia disposto a investire nel Milan per farlo ritornare ad essere protagonista in Italia e nel mondo. Ho rinunciato a qualunque pretesa di prezzi, ho accettato quello che mi è stato proposto che non tiene nemmeno conto del valore del brand e ho preteso che ci sia l’impegno per i nuovi acquirenti che sono un gruppo di importanti società cinesi anche a partecipazione statale, di versare nel Milan almeno 400 milioni di euro nei prossimi due anni».