Cina calcio tv – Un tesoretto da un miliardo di spettatori disposti a guardare per novanta minuti una partita di calcio. Quando si parla di Cina ci si riferisce anche a loro: nel 2015 1,027 miliardi di telespettatori hanno scelto il calcio, un numero superiore a chi ha visto una sfida di basket (972 milioni) o di volley (724 milioni). Sono i dati che emergono da un’indagine sul 2015 condotta da Yutang Sports, agenzia di marketing sportivo made in China. Lo scorso anno sono stati trasmessi più di 50 eventi, mandati in onda da oltre 60 diversi canali (nazionali e locali) per 22 mila ore in totale di messa in onda (per avere un ordine di grandezza, pari a 916,6 giorni).

Calcio sport più visto in Cina
Calcio sport più trasmesso (e visto) in Cina

Le partite sono le più trasmesse dalle tv locali del Paese e il calcio occupa il 30% dei palinsesti dedicati allo sport. La CCTV5 – la rete sportiva della televisione di Stato – ha ripreso per 1503 ore le sfide sul campo e il pallone distacca di quasi 500 ore il basket e di circa mille il biliardo, terzo in classifica. La copertura degli eventi calcistici della tv di Stato, sottolinea Yutang, è stata del 42% superiore rispetto a quella dedicata al basket.

Si guarda di tutto. Il campionato al top è la Premier League: alle squadre inglesi è riservato il 23% di tutta la copertura, le loro partite sono proposte da 20 canali nel Paese per 5058 ore complessive di messa in onda. La Premier batte anche la China Super League (19 canali per 4mila ore) e distacca la Liga (1839 ore), la UEFA Champions League (1538) e la Bundesliga (1293). Nonostante la vetta per messa in onda sia di un campionato straniero, tra le dieci partite più viste non c’è nessuna gara nella quale sia stata coinvolta una squadra europea: domina la top-ten la nazionale cinese (7 partite su 10) e c’è spazio solo per il Guangzhou Evergrande, laureatosi campione d’Asia a novembre.

Premier League e CSL occupano il 41% dei palinsesti dedicati al calcio
Premier League e CSL occupano il 41% dei palinsesti dedicati al calcio – dati Yutang Sports

E l’Italia? La Serie A è trasmessa in digitale da LeSports e in televisione da CCTV. Insieme alla Ligue 1 (che viaggia solo in digitale), quello italiano è l’unico campionato europeo che non viene è mandato in onda da nessuna rete locale del Paese e ha un indice medio di performance in tv pari a 0,11, la metà della Premier che guida la pattuglia di campionati europei con lo 0,23 (le qualificazioni a Russia 2018 hanno toccato quota 1,55). I club italiani più visti sono (in ordine) Roma, Juventus, Milan, Inter e Lazio; ma la scarsa appetibilità televisiva del campionato italiano incide anche sulla popolarità delle sue squadre: nessun club della A è tra i primi dieci su Weibo, il social network più popolare del Paese.

Il pubblico cinese, sottolinea Yutang, si è fatto via via più consapevole e predilige guardare i club di casa piuttosto di fare levatacce per seguire le partite europee – la Champions, ad esempio, va in diretta a notte fonda. La nazionale suscita un interesse infinito: più del 90% della popolazione dichiara interesse per le partite della selezione. Ma anche quando in campo ci sono i club del Paese l’exploit televisivo è assicurato, anche rispetto alle amichevoli estive giocate in Cina dalle squadre europee. A contribuire al successo delle squadre nazionali c’è lo shopping dei club cinesi che nelle ultime sessioni di calciomercato non hanno avuto paura a investire fior di yuan. Tutto per accontentare il governo nazionale che sogna di vincere una Coppa del Mondo e punta a far crescere la sua generazione di fenomeni.

1 COMMENTO

  1. Ancora una dimostrazione che il nostro calcio è amministrato da dilettanti servili ai soliti pappottari. Ancora non si è capito che ci vogliono gli stadi di proprietà, che bisogna alzare il livello tecnico delle squadre, che busogna adottare la giusta strategia di marketing. Può un 70 proiettare al futuro il nostro calcio. Non riesce beanche a capire che sta uccidendo la Nazionale. Dove sono finiti i Baggio, gli Zola, i Del Piero, i Totti e vua discorrendo. Già nei pulcini è pieno zeppo di stranieri. Manca proprio una strategia di fondo. E le potenzialità offerte dai mercati asiatici se le pappano gli altri. A noi resteranno le briciole e il divario sarà destinato ad aumentare

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