Budget Inter calciomercato 2016 – Apettando l’entrata in società del Suning Commerce Group, il club nerazzurro si guarda intorno pensando al mercato. Un calciomercato in cui i paletti sono già stati fissati. Inizialmente dall’Uefa, visto che l’Inter ha l’obbligo di chiudere al 30 giugno 2017 il bilancio utile ai fini del FPF in pareggio (o almeno a -10, per poter avere “solo” una multa da 7 milioni, come si legge nel bilancio nerazzurro).

 

Inter budget calciomercato 2016

Lo stesso Erick Thohir ha fissato gli obiettivi per la prossima sessione di mercato: «Sarà necessario arrivare a un equilibrio tra acquisti e cessioni, sia realizzare 50 milioni di plusvalenza nel corso del prossimo esercizio – ha dichiarato in un’intervista al Corriere dello Sport dei giorni scorsi -. Non venderemo 6 dei nostri titolari. Al massimo 2 o 3, non certo 6. Perisic, Icardi e Miranda per esempio sono qui e se qualcuno verrà a chiederceli, certo non li faremo partire». Senza dimenticare i colpi in entrata, però, e saranno importanti pure gli stipendi: «Attualmente – le parole di Thohir – abbiamo un monte ingaggi di circa 80 milioni e credo che, pur con qualche aggiustamento, rimarrà questo anche nella prossima stagione».

Da dove potrebbero arrivare, quindi, quei 50 milioni di plusvalenze? E come potrebbero essere reinvestiti, anche per rimanere in equilibrio? Stando alle ultime voci di mercato, noi di CF – Calcioefinanza.it abbiamo provato a capire quali potrebbero essere le mosse dei nerazzurri per avere un impatto sul bilancio, con una simulazione di quelli che potrebbero essere acquisti e cessioni.

Intanto bisogna partire dalla situazione attuale, cioè dalla rosa dell’Inter ad oggi per la prossima stagione, togliendo quindi quei prestiti che non saranno riscattati (Telles e Ljajic) e facendo rientrare, al di là dei giovani, gli altri prestiti.

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Monte ingaggi intorno agli 80 milioni, in leggera diminuzione rispetto a quello della stagione appena conclusa (che si era assestato sugli 84). Decisive per fare qualsiasi mossa in entrata restano, però, le cessioni. Tre sono gli indiziati principali tra i big a lasciare l’Inter: Samir Handanovic, Jeison Murillo e Marcelo Brozovic.

Tre addii che sarebbero importanti, soprattutto perché la società nerazzurra chiede cifre ben al di sopra del loro valore a bilancio, proprio per avere una plusvalenza massima. Tanto che, se ceduti alle cifre richieste (intorno ai 15 per Handanovic, dai 20 in su per Murillo e dai 25 in su per Brozovic), potrebbero bastare anche solo le loro tre cessioni per avvicinarsi ai 50 milioni di plusvalenza necessari (stando alle parole di Thohir).

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Ma Handanovic, Brozovic e Murillo non sono i soli tre in partenza. Sulla lista degli addii ci sono anche i vari Dodò, Santon, Ranocchia, Felipe Melo, Andreolli, Gnoukouri, oltre al già ceduto Laxalt (riscattato dal Genoa per 2 milioni di euro). Partendo dalle valutazioni date da Transfermarkt (forse eccessivamente alte, però unico modo “oggettivo” per dare un valore a questi giocatori, attualmente non inseriti in alcuna), potrebbero insieme portare circa altri 15 milioni di plusvalenze, nella migliore delle ipotesi. E non bisogna dimenticare nemmeno gli affari dei giovani (come il portiere Bardi), anche se il futuro dei giocatori in uscita dalla Primavera o comunque ex settore giovanile resta in bilico per la questione rose da 25.

Comunque sia, l’impatto positivo a bilancio solo dalla cessione dei giocatori della prima squadra si potrebbe aggirare sui 95 milioni di euro, considerando anche il risparmio dell’ammortamento e quello dell’ingaggio. Un risparmio importante, che permetterebbe anche un paio di operazioni in entrata di una certa rilevanza, seppur non sia nel complesso facile (parliamo pur sempre di cessioni per novanta milioni, da effettuare nel corso di due sessioni tra l’estate e gennaio).

Intanto i primi colpi l’Inter li ha già messi a segno: ufficializzato il terzino turco Caner Erkin, ha già firmato anche il centrocampista argentino ex Siviglia Evar Banega, mentre l’olandese classe ’95 Tonny Vilhena è stato bloccato (ma non è sicuro arrivi, c’è l’interesse del Porto). Due colpi a zero (in attesa di scoprire i costi di gestione relativi ad agenti e procuratori) che permetterebbero all’Inter di “coprire” almeno un paio di partenze. Così come sostituti potrebbero essere Salvatore Sirigu per la porta e Jeffrey Bruma per la difesa: non facile la pista che porta al portiere del Psg (più per il costo dell’ingaggio che per il cartellino, visto che guadagna 5 milioni netti), mentre il centrale del Psv può lasciare l’Olanda per circa 8 milioni.

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Sul taccuino, però, non mancano altri giocatori. Roberto Mancini vuole un esterno offensivo da schierare insieme a Ivan Perisic: il primo nome sulla lista è quello di Antonio Candreva, anche se trattare con Lotito non è mai semplice. Più defilata l’opzione Gabbiadini, anche perché il Napoli non vorrebbe rinforzare una diretta avversaria. Infine, la richiesta è anche quella di un terzino, con Ansaldi favorito su Zabaleta. In totale la spesa si aggirerebbe sui 50 milioni, con un impatto a bilancio di 45 tra ammortamenti e ingaggio.

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Una differenza importante quindi tra risparmio e nuovi costi a bilancio, che poi è quella che l’Inter cerca. E anche il discorso monte ingaggi sarebbe in equilibrio: il totale della nuova rosa sarebbe, infatti, poco superiore agli 80 milioni di euro.

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Una rosa migliore rispetto alla scorsa stagione? Difficile da dirlo. Ma, sicuramente, in linea con i stringenti paletti del Fair Play Finanziario e di Erick Thohir.

L’idea Touré

Qualcosa, però, potrebbe cambiare se andasse in porto l’idea Yaya Touré. Il centrocampista ivoriano del Manchester City è da sempre obiettivo di Roberto Mancini, ma già l’anno scorso gli alti costi dell’operazione frenarono la trattativa. «Piace tanto al mio allenatore e oltre ad essere molto forte è molto costoso – ha dichiarato il ds dell’Inter Piero Ausilio a tuttomercatoweb -. Noi abbiamo un problema in più, al di là della proprietà qualsiasi essa sarà siamo sotto il controllo della UEFA per mantenere i parametri impegnativi del Fair Play Finanziario. Parametri che dobbiamo rispettare e tutto quello che sarà il mercato dev’essere fatto in rispetto di questo».

A livello economico, però, l’Inter potrebbe permettersi un affare di questo genere? In linea teorica sì, con una cessione importante in più e rivedendo gli obiettivi. Andiamo con ordine.

Il problema infatti è duplice: l’ammortamento (perché, comunque, il City non pare disposto a lasciarlo andare gratis) ma soprattutto il pesante ingaggio. Per questo, nella nostra simulazione, abbiamo ipotizzato l’addio di Stevan Jovetic, in un’operazione simile a quella fatta con Shaqiri: riscatto e immediata cessione.

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Un addio che, a meno di cessione ben oltre i 14,5 milioni che l’Inter pagherebbe, non garantirebbe una grossa plusvalenza. Ma che permetterebbe alla società di risparmiare comunque 6 milioni lordi di ingaggio.

E sugli ingaggi l’Inter dovrebbe risparmiare anche in entrata. Motivo per cui, nella nostra simulazione, abbiamo “sostituito” Sirigu con Perin: costo del cartellino simile, ma impatto degli stipendi diversi. La rinuncia a Vilhena permetterebbe di risparmiare un altro ingaggio, con Tourè che ne prenderebbe il posto a livello numerico di acquisti.

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Per l’ivoriano abbiamo comunque ipotizzato cifre al ribasso: 5 milioni al City, 6 netti al giocatore (circa la metà di quanto riceve oggi in Inghilterra). In questo modo, comunque, i costi sarebbero quasi in equilibrio per il prossimo calciomercato nerazzurro.

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Sostanzialmente, quindi, sarebbero raggiunti gli obiettivi, anche perché il monte ingaggi aumenterebbe sì rispetto alla rosa “attuale”, ma sarebbe di circa mezzo milione inferiore agli 84,2 milioni della stagione 2015/16.

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Chiaramente non è proprio un mercato facile. Ma l’Inter proverà comunque ad accontentare Roberto Mancini, magari con un aiuto della nuova proprietà cinese.

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