Piano Suning Inter modello Manchester City. In molti si chiedono quale sia il progetto di sviluppo che sta dietro all’interesse dei cinesi di Suning per l’Inter. La risposta suggestiva la dà sicuramente questa mattina la Gazzetta dello sport secondo cui il gruppo cinese potrebbe pensare ad una operazione simile a quella del Manchester City.

A rivelarlo è stato Andrea Radrizzani, già socio di Riccardo Silva nella MP&Silva, l’agenzia che custodisce i diritti tv del calcio, e poi fondatore della Aser, holding con interessi in media, sport e intrattenimento. Radrizzani conosce da tempo i manager di Suning e ha un canale diretto con il vicepresdente esecutivo Ren Jun.

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Radrizzani parla di un progetto che prevedeva l’acquisizione di 2­3 club europei di seconda fascia, tra Portogallo, Belgio, Francia e Italia, per lo sviluppo delle academy. A un certo punto, però, Suning si è concentrata sul dossier Inter ed è stato naturale chiedere a Radrizzani consigli, suggerimenti e informazioni.

Ora l’espansione nel calcio occidentale potrebbe segnare una nuova tappa, dopo l’Inter, proprio attraverso quel progetto sui settori giovanili di alcuni club europei di cui si era discusso nei mesi scorsi con Radrizzani. E se si creasse un network globale come quello del City dello sceicco Mansour i benefici, indirettamente, toccherebbero alla stessa società nerazzurra.

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Nel frattempo il Suning si è convinto dei consigli di Radrizzani ed ha agito seguendoli attentamente, in particolare:

1. Maggiornaza delle quote: ben presto i cinesi – contattati da Goldman Sachs per una quota di minoranza – si sono convinti che un investimento sulla minoranza dell’Inter non avrebbe avuto senso, quindi la trattativa ha subito un’accelerazione fino alle battute finali di questi giorni, col 70% in procinto di passare di mano e Suning intenzionata nel giro di alcuni mesi a rilevare anche il 30% residuo di Thohir.

2. Fattore Italia. Radrizzani ha dato indicazioni su come inserirsi nel Paese: “C’è una passione viscerale per il calcio, la pressione di media e tifosi è enorme. Ho spiegato loro che dovranno integrarsi con questa cultura e che sarebbe importante avere un management italiano”.

3. Gli investimenti. “I cinesi sanno quanto vale il brand dell’Inter e non esiteranno a investire, anche perché l’Inter aprirà a sua volta altre porte nel business e nelle relazioni politiche”.

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4. Il brand. Suning ha già in mente un piano di intervento in loco per sviluppare il marchio nerazzurro attraverso i settori di riferimento del gruppo, cioè retail e media.

5. Le sinergie. «Ci saranno interazioni commerciali e tecniche – dice Radrizzani ­ ma escluderei prestiti di stelle perché Suning non vuole impoverire l’organico dello Jiangsu, visto che la priorità è primeggiare in Cina».

6. La Borsa. «L’Inter potrebbe essere quotata nel medio­lungo periodo ­ – ipotizza Radrizzani ­-. Un po’ tutte le società cinesi che stanno investendo nello sport hanno interesse alla quotazione borsistica, dal momento che i listini cinesi in questi anni sono andati molto forte, nonostante gli alti e bassi recenti».

1 COMMENTO

  1. é chiaro che le diverse modalità scelte da governo di pechino per l’acquisizione delle due squadre di Milano ci fanno capire molto delle reali intenzioni. Per un soggetto è bastato un solo acquirente, per l’altro si messo su una cordata di 7/8 colossi come Suning, in un fondo probabilmente a partecipazione statale. Questo fa si che l’inter rientra nelle acquisizioni stabilite insieme ad aston villa granada etc. Operazioni di contorno al vero affare.

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