Non tanto il Corriere della Sera ma soprattutto l’organizzazione di grandi eventi sportivi come il Giro d’Italia e la Vuelta a Espana oltre che i quotidiani sportivi La Gazzetta dello Sport in Italia e Marca in Spagna. Sarebbero questi i veri obiettivi di Andrea Bonomi, il finanziere che (dopo le indiscrezioni pubblicate dal Il Sole 24 Ore domenica) ieri non ha perso tempo e ha lanciato una contro-opa su Rizzoli-Corriere della Sera (società editoriale proprietaria dei tre quotidiani e della organizzazione dei due grandi giri ciclistici) insieme con i soci storici della società milanese quali Diego Della Valle, Pirelli, Mediobanca oltre che UnipolSai.

Lo spiega oggi il quotidiano MF secondo il quale la decisione di Bonomi di scendere in campo su Rcs, lungi dall’essere legata a giochi di potere sul Corriere della Sera, sembra essere finalizzata a fare emergere il valore presente nel gruppo, specie in ambito sportivo dove Rcs, attraverso i brand Gazzetta dello Sport in Italia e Marca in Spagna, opera non solo in campo editoriale ma anche nell’organizzazione di grandi eventi sportivi, come il Giro e la Vuelta a Espana. Un settore di business che Bonomi punterebbe a sviluppare su scala internazionale anche attraverso operazioni di M&A finalizzate a esportare nel mondo lo sport italiano e spagnolo.

Come è noto, la mossa di Bonomi e dei suoi soci è in concorrenza con l’opa lanciata nelle settimane scorse da Urbano Cairo, presidente del Torino e proprietario di Cairo Communication, che con l’appoggio di IntesaSanpaolo per primo si era mosso per conquistare il controllo della società editoriale. Ieri commentando la contro-opa di Bonomi, il presidente del Torino ha detto di non vedere «differenze abissali» rispetto all’offerta di Bonomi e alleati. «La mia offerta considerava Rcs valesse complessivamente 700 milioni, l’equity, la capitalizzazione con azioni in Borsa l’ho valutata 285 milioni, più c’è il debito che ne vale 411. L’offerta di Bonomi e dei quattro azionisti storici valuta Rcs 364 milioni più il debito, che è sempre di 411 milioni e si arriva a 775. Quindi alla fine hanno fatto un incremento del 10%. Dopo di che oggi non voglio fare alcun commento sul futuro. Mi limito a dire che la mia offerta l’ho fatta, ragioneremo», ha spiegato il presidente granata. La sensazione è che la battaglia sarà ancora molto lunga.

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