Paracadute Verona se perde contro il Palermo. In poche settimane il Verona è passato da affossatore del povero Palermo, in seguito alla presunta non belligeranza contro il Frosinone ad affossatore del povero Carpi in seguito alla presunta non belligeranza contro il Palermo nella gara di domenica.

Da nemico ad amico del Palermo, quello stesso Palermo che qualche settimana prima veniva addirittura additato come felice retrocedente in una B che (non si sa bene come) sarebbe stata “più conveniente” per Zamparini.

Nel paese dei sospetti e dei processi senza fine, delle sentenze mai accettate e dei complotti ovunque ancora una volta vince la dietrologia illogica. In questo caso, vien da dire, futurista.

E il bello è che in queste condizioni chiunque, anche senza vedere la partita, lunedì in caso di vittoria del Palermo (che fu la prima società a soffiare sul fuoco del complottismo, ricordiamolo) sentenzierà che il Verona ha calato le braghe senza combattere. Vicolo cieco e scacco matto della dietrologia.

Da quest’anno il paracadute per le retrocesse è stato raddoppiato. Non più 30 ma 60 milioni di euro. Così distribuiti

25 milioni di euro per squadre che sono da 3 anni in serie A (o per le squadre in A in tre delle ultime 4 stagioni);

15 milioni di euro per squadre che sono da 2 anni in serie A (o per le squadre in A in due delle ultime 3 stagioni)

10 milioni di euro per squadre che sono da 1 anno in serie A

– in caso di quota residuale questa verrà destinata al club retrocesso con 3 anni di anzianità in serie A nel caso in cui questo non venga immediatamente promosso

Ad oggi due sono le prospettive:

Verona (25), Frosinone (10) e Carpi (10) in B. Totale 45 milioni. Residuo 15 milioni: che il Verona riceverebbe tra due anni in caso di mancata promozione l’anno prossimo.

Verona (25), Frosinone (10) e Palermo (25) in B. Totale 60 milioni. Nessuna quota residuale

Quei 15 milioni da ieri sembrano fare la differenza ed hanno trasformato il Verona da affossatore del Palermo a suo salvatore.

Sono 15 milioni che il Verona, però, spera di non dover incassare: vorrebbe dire aver fallito il ritorno in A, che ne garantirebbe quasi il doppio in quanto a diritti televisivi. Senza considerare che, in quanto retrocesso, l’Hellas non riceverà (come le altre che scenderanno nella serie cadetta) alcun contributo dallla Lega di B in quanto a mutualità (una cifra intorno ai 4/5 milioni di euro).

Nel mirino è finito immediatamente il paracadute. Giusto? Non giusto? Un’altra norma da cambiare?

Banalmente – come scritto da CF calcioefinanza.it in una recente analisi -, il paracadute per le squadre che retrocedono in Serie B è una necessità per i club. Necessità che tuttavia non basta a coprire il fabbisogno. Allo stesso modo si era arrivati a sostenere che la retrocessione del Palermo poteva essere più conveniente per Zamparini: teoria anche questa totalmente infondata, e smentita, dati alla mano.

Non ha destato nessun interesse invece l’appassionante corsa ai 3 milioni (subito) di premio che domenica Genoa, Torino e Empoli si contenderanno negli ultimi novanta minuti. Meglio rimestare nel torbido e immaginare trame a due anni di scadenza rivoltando letteralmente le stesse torbide trame che fino alla settimana prima avevano gli stessi protagonisti nel ruolo ribaltato di vittime e carnefici.

La prima regola da cambiare, nel calcio italiano, è solo questa.

1 COMMENTO

  1. Il calcio italiano è la perfetta metafora della società italiana: pieno di incompetenti, demagoghi e ciarlatani… e il giornalismo si accoda di buon grado. Meno male che esiste qualche testata come la vostra che mette idee e numeri in ordine, e fa emergere le verità di fatto.
    Ben vengano allora investitori e manager stranieri (come Thohir e i suoi manager) a portare un po’ di serietà e competenza anglosassone in questo mondo di dietrologi incompetenti. E ben vegano testate come Calcio e Finanza a spiegare cose che i giornaloni, rosa e di tutti gli altri colori, neanche capiscono.
    Saluti

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