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Presidenza FIFA chi sono i candidati. Si avvicina l’appuntamento con le elezioni Fifa in programma il prossimo 26 febbraio dove il governo del calcio mondiale (ognuno dei 209 Stati membri esprimerà un voto) sarà chiamato a scegliere il successore di Joseph Blatter, che ha deciso di porre fine al suo lungo mandato dopo gli scandali che hanno coinvolto lui e alcuni suoi collaboratori. I candidati che hanno ricevuto l’of dalla Commissione Elettorale della Fifa a novembre scorso sono cinque, in attesa che venga chiarita la posizione di Michel Platini.

L’ex fuoriclasse francese, infatti, prima di dover subire la sospensione dall’incarico a capo della Uefa, sembrava essere il favorito per la successione a Blatter, ma dopo la pronuncia del Tas in merito alla sospensione di 90 giorni ha deciso di non presentarsi davanti alla Commissione Etica della Fifa in programma domani che dovrà analizzare nel dettaglio la sua posizione.

I cinque candidati approvati dalla FIFA sono il principe Ali bin al-Hussein, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa, Tokyo Sexwale, Jérôme Champagne e Gianni Infantino.

Vediamo quindi nel dettaglio chi si presenta per la presidenza dell’organizzazione che regola e governa il calcio a livello mondiale.

Jerome Champagne

Francese come Platini ed ex dirigente della Fifa dove ha lavorato dal 1999 al 2010. Ex giornalista, è stato direttore delle relazioni internazionali e vicesegretario generale del governo mondiale del calcio, ma soprattutto il braccio destro di Blatter per molti anni. Proprio questo sembra essere un aspetto che lo penalizza nella corsa alla poltrona visto che non può contare su nessuno dei grandi blocchi che si sono coalizzati per la tornata elettorale. Aveva già provato a candidarsi alle elezioni dello scorso maggio, senza però riuscire ad ottenere il sostegno necessario di 5 Federazioni.

Il principe di Giordania Alì Bin Al-Hussein

E’ stato l’unico sfidante di Blatter in occasione delle elezioni che si erano tenute lo scorso maggio e vinte dallo svizzero, poi travolto dall’ormai noto scandalo corruzione. Si è ritirato al secondo turno, dopo che al primo aveva ottenuto 73 preferenze. Era riuscito a ottenere l’appoggio anche dell’Europa che si era detta contraria alla conferma del dirigente. In occasione delle elezioni di febbraio non sembra però essere uno dei favoriti, avendo perso anche la sua posizione di potere all’interno dell’Esecutivo della Fifa a favore di Al-Khalifa.

Lo sceicco del Bahrein Salman ben Ibrahim Al Khalifa

E’ membro della famiglia reale del Golfo e attuale presidente della Confederazione calcistica asiatica. Può essere considerato uno dei favoriti alle elezioni di febbraio, pur essendo stato oggetto di pesanti accuse da parte delle associazioni umanitarie secondo cui avrebbe partecipato alla repressione degli oppositori politici in Bahrain. In particolare, è sospettato di avere contribuito a identificare calciatori e altri atleti coinvolti nelle proteste democratiche del 2011 in Bahrain, dove all’epoca dirigeva la Federcalcio. Inizialmente l’uomo era alleato di Platini, ma non appena la situazione per il francese si è complicata ha deciso di scendere in campo in prima persona.

Gianni Infantino

Segretario generale dell’Uefa dal 2009, conosciuto anche come “l’uomo dei sorteggi”. La sua candidatura è stata ufficializzata solo poche ore prima della scadenza dei termini non appena la posizione di Michel Platini si è complicata. Ha ottenuto il sostegno unanime dell’Esecutivo del governo europeo del calcio che lo ritiene l’alternativa più valida alla candidatura dell’ex fuoriclasse della Juventus.

Tokyo Sexwale

Sudafricano di 62 anni, è politico e attivista per i diritti umani.  Si è fatto conoscere negli anni passati per la lotta all’apartheid che lo ha portato a condividere la cella con Nelson Mandela. La sua figura è stata oggetto nelle ultime settimane di diverse discussioni a causa di alcune dichiarazioni da lui pronunciate e non certamente “leggere”: l’uomo, infatti, ha sottolineto di ritenere “un incubo” l’attuale situazione che sta attraversando la Fifa che non ha esitato a definire come “la più grande organizzazione criminale al mondo”. E’ un affermato uomo d’affari con interessi minerario ed energetico e un patrimonio stimato in 200 milioni di dollari. In caso di vittoria sarebbe il primo presidente di colore nella storia della Fifa.

 

 

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