La Fifa prosegue nella battaglia contro l’ingerenza dei fondi d’investimento nel calcio. Secondo una circolare emanata lo scorso 28 settembre – e già distribuita alla federazioni calcistiche in giro per il mondo – il Governo del calcio chiederà ai club di fornire, in relazione ai trasferimenti effettuati, uno specifico documento firmato dai giocatori oggetto del trasferimento e del club compratore, che dovrà attestare che non esistono diritti sul cartellino esercitabili da terze parti.

Il documento dovrà essere allegato al Tms, il Tranfer Matching System voluto dalla Fifa per tracciare le operazioni di mercato e svelare eventuali irregolarità, come quelle che si possono riscontrare nel caso della presenza di un fondo d’investimento nella compravendita di un giocatore.

La decisione della Fifa è dunque un rafforzamento rispetto alla decisione di vietare la presenza dei fondi di investimento: dal 1 maggio 2015, le operazioni di cosiddette Tpo, le Third Party Ownerhsip, sono proibite dall’art. 18-ter del Regolamento Fifa sullo Status e i Trasferimenti dei Calciatori. Secondo quanto filtra, inoltre, è possibile che tale obbligo possa essere esteso anche a tutti i contratti più recenti, nei quali appaiono percentuali da destinare a parti che non siano i due club coinvolti nella transazione.

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Tpo, l’ultima circolare Fifa prevede che i club indichino eventuali diritti economici di terze parti

Una ulteriore decisione è quella che riguarda l’obbligo di fornire al Tms dati che riguardano le percentuali sulla vendita futura di un giocatore, se questa è stata esplicitamente indicata nel contratto. “Questo provvedimento è destinato a migliorare la chiarezza e la trasparenza per quanto riguarda gli importi versati in caso di trasferimenti internazionali, oltre ad aumentare la certezza giuridica”, spiega la Fifa.

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