Gianluca Paparesta è nel registro degli indagati soprattutto per il filo diretto sospetto con Claudio Lotito, che – come riporta oggi il quotidiano La Repubblica – in più occasioni avrebbe fatto da garante perla società biancorossa, tanto da finire anch’egli indagato per «ostacolo all’attività della Covisoc», la Consob del calcio. La procura di Milano hamesso sotto inchiesta il Bari.

Dopo aver bussato alla sede della società per acquisire alcuni documenti, venerdì è stata anche nella sede della Lega B: trale carte acquisite non ci sono soltanto i rapporti con l’advisor ma tuttala documentazione che riguardala società biancorossa.

In particolare, oggetto dell’indagine sonole fideiussioni depositate dalla squadra di Paparesta a garanzia dell’iscrizione. Sul tavolo dei magistrati di Milano c’è tutta la storia della scalata dell’ex arbitro di serie A ai biancorossi: il lavoro dei finanzieri di Bari che hanno accertato come 5,8 dei sette milioni serviti per acquistarela squadra all’asta fallimentare siano arrivati da Infront e Mp Silva, i due advisor dei diritti televisivi.

La prima fattura emessa dal Bari fu infatti a favore di Media Partners (per 2.5 milioni) ele altre due (2 milioni e 165 mila la prima, 1 milione e 220 mila la seconda) nei confronti di Infront: complessivamente sono dunque arrivati 5 milioni e 885 mila euro come anticipazione per i diritti televisivi e di immagine.

Con quei soldi Paparesta ha comprato il Bari. Tutto questo, però, non ha comportato alcun rilievo penale come ha spiegato la procura di Bari che ha archiviato il fascicolo. Nel frattempo, però, è successo altro. Indagando sul fiscalista della Tax& Finance, Andrea Baroni, la procura di Milano è arrivata a Infront. E si è accorta, come si legge nel decreto di perquisizione notificato al Bari venerdì, che l’11 maggio dello scorso anno nelle casse della squadra biancorossa è arrivato una sponsorizzazione da 470 mila euro per il secondo sponsor di maglia della stagione in corso.

Infront ha compratolo spazio, immaginandolo di vendere a un suo cliente. Il guadagno ci sarebbe se riuscisse a farlo a un prezzo più alto. Ma al momento lo spazio è rimasto invenduto. Questo, però, non interessa troppo alla procura di Milano che ritiene che questo movimento sia stato in realtà un movimento per evitare i controlli della Covisoc.

Lo dice sulla base di elementi che gli investigatori ritengono «incontrovertibili». E che, evidentemente, sono ancora coperti dal segreto istruttorio. Certo è che i soldi sono infatti arrivati a pochi giorni dalla scadenza del pagamento degli stipendi da parte di Paparesta. Se non l’avesse fatto, sarebbe scattato il deferimento da parte della Federcalcio e la penalizzazione della Covisoc. E che in questo giro deve aver avuto qualche ruolo anche Claudio Lotito, che però respinge oggi ogni accusa («nessuno ci ha detto nulla di questa indagine») che avrebbe aiutato il Bari di Paparesta a salvarsi dai controlli.

Da tempo inoltre Gianluca Paparesta ha messo in vendita il pacchetto di maggioranza, o anche quote di minoranza, della sua squadra. Dopo voci incontrollate di questi mesi, con i soliti fantomatici investitori stranieri e le irrealizzate promesse di intervento da parte degli imprenditori locali, sembrava proprio che in questi giorni si potesse stringere un accordo serio. C’era un investitore interessato al Bari. Le trattative sono in uno stato avanzato. L’arrivo della Guardia di Finanza potrebbe aver mandato tutto in alto mare.

A questo punto la figura centrale è quella di Claudio Lotito, da sempre accostato al Bari come suo vero salvatore. L’ipotesi è che il presidente della Lazio si sia spinto personalmente per salvare il Bari dalla penalizzazione della Covisoc. Penalizzazione che, se le cose si mettessero male, potrebbe però arrivare in questa stagione. Due le possibilità: l’ostacolo alla vigilanza, se accertata, si potrebbe trasformare in un deferimento da parte della procura federale. E soprattutto a breve ci sarà la nuova scadenza sul pagamento degli stipendi e la società potrebbe avere qualche difficoltà soprattutto se, come appare probabile, Infront chiude i rubinetti.

Ancora più complessala vicenda che riguarda il coinvolgimento di Lotito: le norme lo vietano, anche perché il patron della Lazio possiede ancheun’altra squadra di B, la Salernitana. Ma Paparesta assicura: «Tranquilli, non abbiamo niente da temere».

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