Gimmi Baldinini, il brand del lusso punta a sponsorizzare la nazionale russa

«Siamo in trattativa da alcuni mesi, abbiamo fatto già diversi incontri con la Federazione russa. Se riusciamo a definire alcuni dettagli, si può fare». L’imprenditore romagnolo Gimmi Baldinini, titolare dell’omonimo…

gimmi baldinini

«Siamo in trattativa da alcuni mesi, abbiamo fatto già diversi incontri con la Federazione russa. Se riusciamo a definire alcuni dettagli, si può fare». L’imprenditore romagnolo Gimmi Baldinini, titolare dell’omonimo brand del lusso made in Italy, punta a sponsorizzare la nazionale di calcio russa e a giudicare da queste sue dichiarazioni rilasciate al Corriere di Romagna, sembra che i presupposti ci siano tutti.

Presente in Russia da circa 30 anni con un marchio che oggi, oltre alle calzature produce accessori, capispalla, abbigliamento, valigeria, vini, profumi e arredamento, l’azienda romagnola può contare su un fatturato di circa 120 milioni di euro, di cui circa il 90% realizzato all’estero, tra Europa e Far East. Ma è la Russia, dove Baldinini, è presente con oltre 100 punti vendita, a rappresentare il principale mercato del gruppo, tanto da aver fatto le scarpe anche al presidente della Federazione, Vladimir Putin.

Il calcio in Russia sta diventando sempre più una questione di Stato. Non c’è da gestire solamente il dopo Fabio Capello alla guida della Nazionale, ma ad agitare le acque della politica c’è una grave crisi di liquidità che arriva con i Mondiali del 2018 alle porte, che si disputeranno proprio in Russia. Una situazione che preoccupa il presidente Putin, tanto da lavorare assieme al governo per mettere una pedina di sua fiducia alla guida della Federazione calcistica: il ministro allo sport Vitaly Mutko, che il 2 settembre è stato eletto all’unanimità.

Per il ministro è un ritorno alla presidenza della Federazione calcistica, visto che ha guidato la Rfu dall’aprile del 2005 fino a novembre del 2009, quando è stato chiamato al governo. Per una questione di incompatibilità erano arrivate le dimissioni, ma nel luglio scorso sono state modificate le normative, in modo che un membro dell’esecutivo potesse assumere anche la guida della Federazione calcistica. Ed ecco che Mutko, ex presidente dello Zenit San Pietroburgo, è tornato al suo posto. Quella poltrona è stata occupata prima da Sergei Fursenko e poi da Nikolai Tolstykh, che si è dimesso a fine maggio dopo un voto di sfiducia interno alla Federazione.

Negli ultimi mesi il traghettatore del calcio russo è stato Nikita Simonyan. Mutko resterà in carica per un anno, e poi nel 2016 ci saranno nuove elezioni per eleggere un presidente che possa portare avanti un mandato quadriennale. «Data la situazione che si è verifi cata all’interno del nostro calcio, ho deciso di raccogliere la sfi da»: queste le prime parole del ministro-presidente della Federcalcio russa. «La cosa più importante è quella di pagare i debiti, che sono enormi. Non voglio drammatizzare la situazione, ma siamo praticamente sull’orlo del fallimento».

E nei primi giorni di lavoro il neo presidente della Rfu ha potuto sfoggiare un primo risultato: la fi rma dell’accordo di sponsorizzazione tra la società mineraria e metallurgica Norilsk Nickel e la Federazione. Un accordo esclusivo, grazie al quale il colosso metallurgico è diventato partner uffi ciale della Nazionale di calcio russa. «Si tratta di una pietra miliare molto importante nella storia del calcio russo, per costruire una solida base economica per il suo sviluppo», ha detto Mutko. «Con Norilsk Nickel abbiamo un partner affi dabile, una delle aziende leader in Russia e nel mondo».