Rcs MediaGroup, la società cui fanno capo Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e gli spagnoli El Mundo e Marca, ha chiuso il primo semestre del 2015 con una perdita netta di 95,4 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 70 milioni dello stesso periodo del 2014. Il risultato negativo è legato alla flessione dei ricavi, scesi del 3,1% a 591,9 milioni, prevalentemente per la debolezza del mercato pubblicitario italiano (che nei primi sei mesi del 2014 aveva beneficiato del traino dei Mondiali di Calcio), agli investimenti effettuati nel corso del semestre, tra cui quelli relativi al lancio di Gazzetta Tv, e alla svalutazioni di asset, in particolare le testate del gruppo spagnolo Unidad Editorial. Proprio in virtù di maggiori ammortamenti e svalutazioni il risultato operativo (Ebit) è risultato negativo per 85,5 milioni (65,1 milioni nel primo semestre 2014).

Dal punto di vista patrimoniale, al 30 giugno scorso l’indebitamento finanziario netto del gruppo Rcs era pari a 526,3 milioni, in crescita rispetto a 482,5 milioni del dicembre 2014. In questo senso la società presieduta da Pietro Scott Jovane ha fatto sapere di aver chiesto alla banche finanziatrici la possibilità “di avviare un percorso condiviso di ridefinizione ulteriormente migliorativa per la società dei termini e delle condizioni del contratto di finanziamento“. Tutto ciò, si legge in una nota del gruppo editoriale, “in relazione agli impegni contrattuali previsti nel contratto, anche alla luce dell’approvazione del piano strategico del gruppo e tenuto conto delle decisioni che potranno essere adottate in merito alla cessione della partecipazione Rcs Libri“.

Su questo fronte, nel comunicato relativo ai risultati semestrali, la società ha fatto sapere che oggi il consiglio di amministrazione è stato aggiornato in merito all’evoluzione delle trattative in corso con il gruppo Mondadori in riferimento alla quota di partecipazione in Rcs Libri, “nel cui ambito il periodo di esclusiva”, concesso alla società del gruppo Fininvest, “è stato esteso al 30 settembre prossimo”.

Rcs MediaGroup, i conti della divisione Media Italia

L’area Media Italia ha registra ricavi per 258,7 milioni di Euro, in linea rispetto al pari periodo 2014: i ricavi digitali hanno raggiunto il 14,3% dei ricavi complessivi. I ricavi editoriali sono stati pari a 145,3 milioni, con una crescita del 5,1% rispetto al primo semestre 2014, grazie al buon andamento delle opere collaterali lanciate negli ultimi mesi e al positivo effetto degli aumenti di prezzo di copertina delle due testate, che hanno più che compensato il calo diffusionale.

I ricavi pubblicitari sono stati pari a 102,7 milioni, in flessione del 7,5% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. La raccolta sui mezzi on-line ha raggiunto il 22,7% dei ricavi pubblicitari dell’area. I ricavi editoriali diversi ammontano a 10,7 milioni, sostanzialmente in linea col pari periodo 2014.

In termini di diffusioni, il Corriere della Sera nei primi sei mesi del 2015 si attesta a 454 mila copie medie diffuse includendo le copie digitali (- 3,8%, pari a 18 mila copie medie – Fonte Interna). Le copie digitali medie sono pari a 141 mila, in crescita del 18,5% rispetto al primo semestre 2014.

Le diffusioni totali de La Gazzetta dello Sport nel primo semestre del 2015, pari a 245 mila copie medie, sono in calo del 9,3% rispetto al primo semestre 2014; in contrazione anche le copie medie digitali (-12% rispetto al pari periodo 2014).

I siti corriere.it e gazzetta.it nel semestre raggiungono complessivamente 54,9 milioni di browser unici medi mensili non duplicati, in crescita del 20,5% rispetto al primo semestre  2014 (Fonte Adobe Sitecatalyst) e le edizioni digitali dei due quotidiani si attestano a circa 145 mila abbonamenti attivi, in calo del 12,3% rispetto al pari periodo del 2014. Nel primo semestre 2015, fa sapere l’azienda, sono state scaricate complessivamente 3 milioni di edizioni digitali, in crescita del 23,3% rispetto allo stesso periodo del 2014 (Fonte Interna).

Per quanto riguarda le versioni mobile dei due siti, nei primi sei mesi del 2015 Corriere Mobile ha registrato 12,9 milioni di browser unici (+155% rispetto al pari periodo 2014) e Gazzetta Mobile ha raggiunto al mese di giugno 8,7 milioni di browser unici (+157% rispetto al primo semestre 2014) (Fonte Adobe Sitecatalyst).

Rcs MediaGroup, i conti della divisione Media Spagna

L’area Media Spagna ha registra ricavi per 160,2 milioni rispetto ai 176,6 milioni del primo semestre 2014: i ricavi digitali arrivano al 16,4% dei ricavi complessivi, con una crescita del 3% rispetto al pari periodo 2014. I ricavi pubblicitari sono pari a 72,1 milioni di Euro (-4,1% rispetto al pari periodo 2014); tuttavia al netto della riduzione del perimetro delle attività di raccolta pubblicitaria per conto terzi  effettivo a partire dal 2015 ed al netto degli eventi sportivi avvenuti nel primo semestre del 2014, i ricavi pubblicitari evidenzierebbero un decremento dello 0,9%. L’andamento della raccolta sui mezzi on-line si attesta al 29% dei ricavi pubblicitari complessivi netti. I ricavi editoriali sono pari a 69,7 milioni , in decremento di 11,3 milioni per la generale flessione delle diffusioni. I ricavi diversi, pari a 18,4 milioni di Euro, presentano un decremento di 2 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno 2014, principalmente per effetto dei minori ricavi dell’area TV a seguito della chiusura di due canali televisivi avvenuta nel maggio del 2014.

1 COMMENTO

  1. vorrei ricordare che la famiglia agnelli ha versato in questo buco nero stipendificio a uso e consumo politico (lo dimostra la predidenza della repubblica che si è premurata attraverso contatti telefonici diretti con elkann che l’ultima ricapitalizzazione andasse bene) oltre 100 milioni di euro solo due anni fa. Ovvero soldi che non sono stati mai messi per gli stadi o lo stadio della Juventus a Torino….soldi che non sono mai stati versati nella Juventus per lo sviluppo del club….soldi che attraverso fca non vengono utilizzati appunto per sponsorizzare il club invece della partnership sottostimata e ridicola firmata fino al 2022 la metà di quanto Deutsche telekom corrisponde al bayern per esempio

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