La neocostituita associazione dei piccoli azionisti del Milan punta ad avere voce in capitolo nel riassetto societario in corso in casa rossonera e lavora per farsi trovare pronta quando tra 18-24 mesi la società di Via Aldo Rossi potrebbe essere quotata in borsa, allargando così il proprio azionariato ad altri soci oltre alla Fininvest della famiglia Berlusconi e alla cordata organizzata da Bee Taechaubol. “Sappiamo che si andrà verso una quotazione in Borsa entro 18-24 mesi. Chiunque potrà acquisire azioni del Milan e quindi il ruolo dei piccoli azionisti storici potrebbe perdersi”, ha spiegato a MilanLive.it il presidente dell’associazione, l’avvocato 28enne Edoardo Barone, specializzato proprio nelle società quotate e nelle questioni legali sul marchio. 

“Questa associazione”, ha aggiunto Barone a MilanLive.it, “mira ad avere voce in capitolo, ma una voce che sia qualificata. Vogliamo contare come persone che per la loro storia personale e professionale possono dire qualcosa di utile in un ambito come l’Assemblea nel quale il tifoso normalmente non può arrivare. Ci interessa difendere il ruolo dei piccoli azionisti perché deve permettere di dare voce alle questioni che riguardano i tifosi e di portare questa voce ai piani alti. Se si perde tale ruolo si perde questa possibilità. Vogliamo il bene della squadra. Il timore è che sempre più interessi vengano spostati tra qualche anno ad Oriente. Se riuscissimo a creare una rappresentanza abbastanza forte che riesca a mantenere il suo ruolo sarebbe un risultato importante. Non sapremo cosa avverrà in futuro, se ci saranno ulteriori cambiamenti di proprietà”.

Il giovane avvocato non è l’unico professionista ad avere un ruolo attivo nell’associazione dei piccoli azionisti del Milan. “Con me nel consiglio direttivo”, ha aggiunto il presidente dell’associazione, “ci sono l’avvocato Piazza, simbolo della tradizione milanista, l’avvocato La Scala (esperto di diritto societario e finanziario), mio padre Gian Enrico Barone tributarista esperto di bilancio ed Ettore Bonfadini Bossi. Siamo partiti con 12 soci fondatori più altri associati semplici. Siamo all’inizio, serve tempo“.

In attesa della quotazione, tuttavia, l’associazione non sembra intenzionata a stare a guardare. Nonostante il capitale del Milan in mano ai piccoli azionisti sia solo dello 0,07% essendo la Fininvest titolare del 99,93%, l’associazione punta comunque a presentare alla società delle istanze per avere un miglioramento della governance, come la nomina di amministratori indipendenti.

Noi avevamo già intenzione di porre la questione relativa alla governance del Milan per poter proporre la candidatura di amministratori indipendenti. Però non ci sono stati contatti diretti per ora, è una fase ancora delicata. Abbiamo appreso dai giornali che la nostra richiesta si sarebbe potuta tradurre in fatti concreti. Comunque starà a noi far capire che vogliamo il bene del Club, avanzando le nostre proposte al momento che riterremo più opportuno“.