Tournee cina inter – A volte basta poco: un hashtag, ad esempio. O uno slogan. Da quando l’Inter ha cambiato management, una delle priorità del club è stata quella di lavorare sul piano digital, per allineare la società al lavoro dei top club europei in termini di reach di tifosi e utenti.

D’altra parte, se con la gestione di Massimo Moratti erano arrivate le vittorie in campo nazionale ed europeo, quello che era mancato era stato lo sfruttamento di tali successi a livello di marketing. Per fare un esempio su tutti: in nerazzurro era arrivato un giapponese come Yuto Nagatomo, ma senza che l’iniziativa sia mai stata affiancata da un’iniziativa commerciale come una tournée asiatica.

Da questo punto di vista, le cose stanno cambiando. L’Inter sta uscendo sempre più spesso dai confini italiani, per partecipare a tournée estive ed associare ai viaggi dei giocatori in nuovi mercati una precisa strategia digital.

Ogni grande società progetta una campagna o una strategia social a seconda delle proprie esigenze e delle piattaforme utilizzate. Per fare un esempio, la Juventus che ha da poco reso esecutivo il nuovo contratto di sponsorship tecnica con Adidas punta molto sulla promozione del materiale tecnico. Il contratto prevede che oltre alla cifra versata annualmente dalla casa tedesca al club, quest’ultimo gestisca da sé la parte relativa alla vendita, senza riceve una cifra fissa come fanno altre società targate Adidas (vedi il Milan). Tutte le ultime presentazioni di nuovi acquisti sono state fatte nello Juventus Store dentro lo Stadium, mentre le foto postate di tali eventi su Instagram prevedono status che rimandano al sito Juvestore.com; mentre su Twitter ci sono a supporto hashtag comuni dedicati ad ogni presentazione: si va da #KhediraDay a #ZazaDay e così via.

tournee cina inter

Una precisa strategia digital, che accompagna il viaggio dei bianconeri in Cina, per la Supercoppa del prossimo 8 agosto. Perché per rendere famoso un brand in un mercato, devio andarci. Lo stesso sta facendo l’Inter, che dopo la tournée negli usa dello scorso anno, quest’anno ha scelto la Cina. Una scelta dettata dalla voglia di Thohir di volere imporre il marchio Inter in Asia, sfruttando un terreno fertile dettato non solo dalla voglia di calcio del mercato asiatico, già ampiamente testato negli anni soprattutto dalla Premier League.

Il terreno fertile è costituito dai due principali sponsor di maglia: Nike e Pirelli. Il primo già da tempo vuole un club più impegnato sul marketing, soprattutto sulla base dell’accordo da oltre 18 milioni rinnovato sotto la presidenza Thohir. Pirelli, dal canto suo, non sa ancora se rinnoverà il proprio di accordo con la squadra. Un accordo tra i più lunghi del calcio, che dura da vent’anni. Dopo le parole di gelo di Marco Tronchetti Provera sul futuro del rapporto, negli ultimi tempi i rapporti sembrano tornati sereni, dopo l’adozione del doppio sponsor tra prima e seconda maglia dell’Inter. Pirelli e il club negli ultimi giorni hanno organizzato alcuni eventi, per tirarsi la volata a vicenda su un mercato che interessa a entrambi.

“F.C. Internazionale è pronta per un’avventura straordinaria in una terra affascinante: la Cina. Una terra che conosciamo bene, caratterizzata da un popolo che stimiamo e che è ricco di entusiasmo verso l’Inter e verso il gioco del calcio, sempre più praticato e seguito”: così Michael Bolingbroke, ceo nerazzurro, ha salutato la tournée asiatica. Che sui social si avvale di un hastag ad hoc (#InterInCina), di uno slogan (“La distanza non conta”) e di una presenza costante che racconta l’evento tra Facebook, Twitter, Instagram, Weibo, WeChat, Tumblr e Snapchat.

Il tutto con un primo, benefico effetto sulle casse societarie: dalla tournée, l’Inter si metterà in tasca tre milioni di euro. Ma l’effetto è a lungo termine: I tifosi interisti in tutto il mondo sono 263 milioni. E l’Indonesia è al terzo posto dopo la Cina e il Giappone, ci sono 13 milioni di indonesiani che tifano Inter”, aveva spiegato Thohir lo scorso febbraio. Al quale ha fatto eco pochi giorni fa Berlusconi a Milanello (“Ci guardano tutti”). Il Milan affronterà in Cina l’Inter in un derby amichevole.

1 COMMENTO

  1. 263 Milioni di tifosi nel mondo per l’Inter è un dato, esageratissimo, che si ricava… da dove?
    Facciamo qualche ragionamento logico:
    L’Inter è la squadra più importante/famosa/celebre del mondo? No.
    Quindi allora è lecito pensare che tutte le squadre più importanti dell’Inter, dei tifosi ne abbiano ancora di più di quei 263 Milioni? Giusto?
    Mi pare che così facendo si ottenga rapidamente un totale di tifosi che supera il totale degli abitanti del pianeta. Come se tutti, dai neonati, agli aborigeni, agli ultimi sperduti abitanti della terra tifassero una squadra di calcio. Il che è irreale.
    Certo, potremmo dire che nel totale ci sono tifosi che tifano 2 o più squadre, ma questi mi sembrano una categoria infedele che non credo interessi alle società.
    La verità è che: in Europa gli ‘asset di tifosi’ sono consolidati da tempo, in Sud america pure e lì domineranno nel tifo i colori locali.
    Gli unici bacini ‘liberi’ di tifosi sono quelli dei paesi con minor tradizione, ossia Usa e Asia. Ma pure lì, andando a scremare tra chi segue altri sport, e chi tiferà per colori locali, chi si fa ‘incantare’ da colori lontani e stranieri, ed è disposto ad investire nel suo tifo qualche soldino (altra differenza che è fondamentale per la società, distinguere tra il tifoso disposto a pagare e quello generico che non tirerà mai fuori un centesimo) i ‘tifosi’ reali sono una ristretta minoranza la quale, in stragrande maggioranza, si orienterà verso i veri top brand mondiali (Real/Barca/Utd) che, per forza di cose, sono un club ristretto che non si allargherà MAI.
    L’Inter su Facebook (network mondiale che costituisce un semplice ma affidabile indice statistico) ha appena 5 milioni di tifosi. Lontana ANNI LUCE dai Top Team.
    E questa distanza è destinata a non venir colmata MAI, oppure a poter essere colmata solo con investimenti prolungati che dovrebbero essere, almeno, di una decina di volte superiori ai futuri ritorni, e quindi sono del tutto illogici e sconsiderati.
    Tutti queste cifre sparate a casaccio e questi ‘Piani di Espansione’ servono solo a guadagnare tempo, vendendo fumo futuro, rispetto alla realtà: il sostanziale crack finanziario delle attuali società di calcio che, rimaste ‘provinciali’ a livello mondiale, con un gap che è sia economico che di seguito rispetto all’Elite, vendono questi ‘progetti ambiziosi’ al sistema, per prolungare la propria esistenza. Come dei debitori vicinissimi all’insolvenza che, per evitarla, millantano i prossimi guadagni che sono lì lì per arrivare (pur sapendo che, quasi sicuramente, non arriveranno mai).
    In sostanza io credo che, entro dieci anni: o l’Inter sarà rassegnata ad essere una squadra assolutamente marginale in Europa, con obiettivi medio/alti appena e forse in Italia, oppure letteralmente, non me ne vogliano i tifosi dell’Inter, scomparirà.
    Io la vedo così.