Ci sono stereotipi nel calcio che sono fatti per essere smentiti. Tipo che agli statunitensi il pallone da prendere a calci non interessa, o che le amichevoli estive sono solo del tempo tolto alla preparazione.

Sul primo punto, basterebbero le recenti voglie delle stelle del calcio europeo di misurarsi con la Mls, la crescita generale del movimento, i tre Mondiali vinti dalla Nazionale femminile e i progressi fatti da quella maschile. Ma c’è un dato che ha colpito molto gli appassionati di calcio. E riguarda i 109.318 spettatori che si sono riversati la scorda estate al Michigan Stadium di Detroit per vedere il match agostano tra il Real Madrid e il Manchester United. Le due gloriose squadre europee si stavano sfidando per un posto in finale di International Champions Cup. Per la cronaca, vinsero i Red Devils per 3-1.

international champions cup detroit 2014
I 109mila spettatori per la semifinale 2014 di International Champions Cup tra Real e Man Utd

Il secondo stereotipo da smontare è legato al primo, visto che la International Champions Cup è un torneo estivo. Ha carattere amichevole, anche se alla fine ci si aggiudica un trofeo. Ma mentre per le squadre si comincia a testare la preparazione sul campo, per i club i tornei nei nuovi mercati sono sempre più importanti per il posizionamento del brand e la ricerca di nuovi contratti di sponsorship.

Una formula che riunisce club e sponsor per aree geografiche

Non è un caso che anche un tecnico noto per la sua inflessibilità come Luis Van Gaal abbia alla fine accettato di mediare con le esigenze del club e di portare la squadra oltreoceano, per disputare anche l’edizione 2015 dell’International Champions Cup. Per il Manchester United, partecipare è d’obbligo: le uniche due gare che fino ad ora hanno registrato il tutto esaurito vedono la squadra lo United in campo: sono i match contro Los Angeles Galaxy e Barcellona.

D’altra parte, Van Gaal era preoccupato cdi doversi sobbarcare gli stessi lunghi tour che il club imponeva ai predecessori Alex Ferguson e David Moyes, spesso in volo tra Asia e Usa, i due mercati in cui lo United è più forte come brand. Non è un caso che la formula del torneo sia andata espandendosi nel tempo, arrivando quest’anno a dividersi fra tre Paesi: Usa, Cina e Australia. Nato nel 2013 con il nome di International Guinness Cup, il torneo si svolgeva solo negli Usa e vide ai nastri di partenza otto squadre, tra cui le tre big del nostro campionato, Chelsea e Real. Il tutto venne organizzato dalla Relevant Sport, società di venture capital con sede a New York che si occupa di investire nell’ambito di sport ed intrattenimento. L’intento era quello di riunire grandi club in un unico grande torneo estivo da giocare in un mercato affamato di soccer come quello degli Usa. Un progetto replicato nel 2014 con successo: al torneo si sono unite le due squadre di Manchester, il Liverpool e la Roma e la semifinale di Detroit ha fatto registrare il record di presenze in uno stadio statunitense per un match di calcio.

international champions cup manchester roma
I tifosi dei Reds durante il match tra United e Roma

Quest’anno, il progetto è ancora più ambito. Le squadre partecipanti sono passate da otto a 15, divise in tre tornei in altrettanti Paesi. Il core della International Champions Cup resta negli Usa, dove si sfideranno 10 club (dall’11 luglio al 5 agosto): a rappresentare l’Italia ci sarà la Fiorentina, assieme a United, Benfica, America, Galaxy, Barcellona, Chelsea, Psg, New York Red Bull e San Josè Heartquakes. In Cina (dal 25 al 30 luglio) ci saranno Milan, Inter e Real Madrid. I Blancos saranno anche in Australia contro City e Roma dal 18 al 24 luglio. Tutto è studiato per permettere ai club di riunire i propri interessi legati alla crescita del brand in un unico torneo, per evitare giri da una parte all’altra del mondo nel giro di poche settimane. Le milanesi puntano sulla Cina: dall’Asia parte il progetto di brand awareness di due società che hanno (o avranno) proprietari asiatici. Il City, grazie al progetto del City Group, quest’anno punta sull’Australia: del Group fa parte la squadra del Melbourne City Fc. Stesso mercato emergente dove punta la Roma, dopo gli ultimi anni negli States.

Gli organizzatori contano di ricavare il 40% in più dalle sponsorizzazioni, con questa nuova formula. Nella parte Usa, la raccolta di investitori è gestita dalla Ascendent Sports Group, che fa parte del portafogli della Relevant: tra gli sponsor spiccano la Aon (già jersey sponsor del Manchester United) e la Under Armour, che negli Usa come vendite sta dando filo da torcere a Adidas. Lo scorso anno furono 80 milioni le persone che videro il match tra Real e United in tv, da 150 Paesi. In questa edizione, negli Usa saranno 17 le gare trasmesse dai tre canali di Fox Sport. Audi e Samsung saranno tra i main sponsor del torneo in Australia, mentre in Cina ci saranno Adidas e Easports.

“L’International Champions Cup è diventato un brand globale. Quest’estate avremo tre tornei in giro per il mondo. In due anni è diventato rapidamente uno degli eventi sportivi principali e lavoriamo per espanderlo in nuovi mercati e aggiungere sempre più nuovi tifosi negli anni a venire“, ha spiegato a Forbes Matt Higgins, Ceo di Relevant.