La metafora utilizzata di sicuro non farà piacere ai tifosi dell’Inter. Paragonare il club presieduto da Erick Thohir, scatenato in questo primo scorcio del calciomercato ma con i conti ancora sotto osservazione da parte della Uefa, alla Grecia a rischio default e ai tentativi del governo Tsipras di ottenere uno sconto da parte dei creditori internazionali, rifiutando le politiche di austerità imposte da Ue, Bce e Fmi, rappresenta sicuramente un’affermazione forte. Ma se la provocazione arriva da Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato dell’Inter ai tempi del triplete e uno dei padri fondatori del fair play finanziario, allora è forse il caso di tenerne conto, anche se il mercato è solo all’inizio ed è comunque presto per dare giudizi compiuti sui suoi impatti sulle finanze nerazzurre.

Eppure ieri sera, nel corso della presentazione di Goal Economy, il libro del giornalista del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, Paolillo è stato molto netto a riguardo. Secondo l’ex ad del club nerazzurro, che ha sottolineato di non avere più alcun ruolo in società e di non conoscere la situazione dall’interno, con i consistenti investimenti fin qui realizzati nel mercato in entrata l’Inter starebbe di fatto sfidando l’Uefa sulla falsariga di quanto stanno facendo il premier greco Tsipras e il suo ministro delle finanze Yanis Varoufakis con i creditori internazionali.

Nonostante il settlement agreement sottoscritto con l’Uefa lo scorso 8 maggio imponga all’Inter un’attenta disciplina finanziaria anche nella stagione 2015/16, anche se il club non parteciperà alle coppe europee, secondo Paolillo la dirigenza nerazzurra starebbe provando a forzare la mano sul fronte degli investimenti per ridare competitività alla squadra e centrare così la qualificazione alla Champions League indispensabile per poter incrementare i ricavi di 40/50 milioni in un solo colpo.

Beppe Marotta, Marco Bellinazzo e Ernesto Paolillo nel corso della presentazione di Goal Economy
Beppe Marotta, Marco Bellinazzo e Ernesto Paolillo nel corso della presentazione di Goal Economy

Una sorta di “All-In”, favorito dai segnali di allentamento del regolamento sul financial fair play (l’azione legale dell’avvocato Jean Luis Dupont, le modifiche già apportate dall’Uefa per favorire i nuovi investitori, la fine delle sanzioni al Psg), che potrebbe dare risultati solo se la prossima stagione la squadra guidata da Roberto Mancini riuscisse a staccare il biglietto per l’Europa che conta.

Paolillo, tuttavia, ha provato a dare anche un’altra spiegazione agli importanti investimenti dell’Inter per rafforzare la squadra. Il mercato infatti è solo all’inizio e non è detto che dopo gli acquisti importanti arrivino le cessioni eccellenti. Secondo le stime di C&F per centrare il target indicato dal management nel prospetto del bond (un rosso di 33,69 milioni nel 2015/16) l’Inter dovrebbe lavorare sul costo del personale in modo da mantenerlo perlomeno invariato rispetto al 2014/15 e intervenire in modo importante nel mercato in uscita per cercare di realizzare plusvalenze per almeno 32,1 milioni, cercando così di mantenere invariato anche l’ammontare degli ammortamenti.