Qatar 2022, una scelta che per molti versi rischia di esser una vera debacle sia dal punto di vista commerciale che dal punto di vista della visibilità per il paese e per il comitato organizzatore. Le continue accuse di corruzione che continuano a circolare circa la procedura di elezione della sede per l’organizzazione del Campionato del Mondo in Qatar, così come le continue denunce alle condizioni in cui lavorano gli operai per costruire i nuovi impianti, stanno causando un grave danno all’immagine della FIFA stessa che rischia di provocare danni irreversibili alla reputazione di se stessa.

La lotta per sabotare Qatar 2022 e per far portare alla luce quanto sta accadendo nel Paese, non si ferma. Infatti, pochi giorni fa è nato un nuovo ed influente gruppo chiamato “New FIFA NOW” il cui obiettivo è quello di far pressione sugli sponsor che appoggiano la FIFA nella creazione di questo evento in Qatar nel 2022, mettendo in risalto tutte le violazioni dei diritti umani commessi sui lavoratori incaricati di costruire i nuovi stadi.

La “New FIFA Now”  lancerà una grande campagna di sensibilizzazione , insieme al Confederazione internazionale dei sindacati, ITUC, e il gruppo del Qatar Playfair, sostenuta dal Congresso dei sindacati del Regno Unito, con l’obiettivo di mettere pressione sui principali sponsor del torneo FIFA e sulla FIFA stessa per la situazione del lavoro che migliaia di lavoratori impegnati nella costruzione degli stadi della Coppa del Mondo. Aziende come Coca Cola, Adidas, Gazprom, Hyundai, KIA, Budweiser, McDonalds o VISA hanno già ricevuto lettere da “New FIFA Now” dove viene spiegata la situazione e gli obiettivi che il gruppo si è prefissato.

Con la creazione di questo nuovo gruppo, i problemi per la FIFA aumentano esponenzialmente. Già nei mesi precedenti ha dovuto mitigare gli attacchi derivanti dagli scandali di corruzione riguardanti la scelta del Paese ospitante. Adesso, deve tentar di prendere una posizione anche sulla questione dei lavoratori e dovrà tentare di fare il prima possibile prima che perda altri sponsor importanti come è già successo in passato con Sony.

1 COMMENTO

  1. Trovo esagerata questa campagna contro il Qatar. Gli sceicchi portano soldi in Europa, acquistando i principali club: i loro soldi vanno bene a tutti. Gli sceicchi spendono l’impossibile per organizzare il mondiale nel loro paese: boicottiamo l’evento. Non mi pare un ragionamento corretto.
    Dietro c’è dell’altro. Dietro a questa polemica ci sono i club che detestano le nazionali e sognano, attraverso una campagna mediata contro il Qatar, di mandare all’aria il mondiale e distruggere il calcio delle nazionali.

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