“Siamo pronti ad aiutare il Parma in qualunque modo per fare giocare la squadra“. Parola di Patrizio Barsotti, presidente della Vorwerk Folletto, sponsor dei crociati. A sostegno di questa mano tesa nei confronti dei dipendenti del club emiliano (la Folletto infatti ha preso le distanze dall’attuale proprietà) arriva anche la conferma di Luca Corsi, responsabile comunicazione e eventi di Vorwerk Folletto. “Come detto dal mio presidente alcuni giorni fa la Vorwerk Folletto ha deciso di sostenere il club e tutto il suo personale per poter arrivare dignitosamente a fine stagione“.

Stamane il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, avrebbe chiesto anche allo sponsor tecnico del Parma Fc, la Erreà, di sostenere finanziariamente il Parma Fc nelle prossime due gare di campionato, come fase uno del suo “piano di salvataggio del club emiliano.

Non so se Tavecchio abbia fatto bene o male, il motivo non lo conosciamo come azienda”, ha aggiunto Corsi. “Il presidente Tavecchio non ci ha mai contattato. L’idea di sostenere le persone del Parma Fc, e quindi i giocatori, è venuta direttamente a noi come azienda e per questo abbiamo parlato direttamente con Sandro Melli, il team manager del club, che per il momento ha declinato l’aiuto offertogli”.

Crisi Parma, gli sponsor sono alla finestra

Il contratto di Folletto, come main sponsor, scade a fine stagione e le nubi all’orizzonte sono ancora tante. Il rischio è quello che la società ducale si possa trovare a corto di sponsor e di liquidità necessaria per una ripartenza che a questo punto pare avere una sola via di fuga il fallimento societario. “Noi oggi una decisione sul futuro della nostra partnership non lo abbiamo preso. Siamo alla finestra come gli altri sponsor. Il contratto scade a fine stagione e in questo periodo avremmo dovuto parlare con la società per poter riuscire a scrivere il nostro futuro. Ma la società è latitante. Come detto dal presidente Barsotti gli ultimi contatti li abbiamo avuti con Ghirardi. I contorni di questa vicenda sono sfumati. Certo è che non pensavamo finisse così. Non è questo il ritorno di immagine che un’azienda si può aspettare da una partnership di questo tipo. I risultati negativi sul campo ci stanno, ma così è diverso”, conclude Corsi.