Noi vorremmo che il Parma finisse il campionato con i propri tesserati, che hanno la possibilità di mettere in mora la società e quindi di svincolarsi e non giocare più. Quello che mi sembra importante è che chi interviene, come nel caso il presidente Manenti, si faccia carico di tutto l’indebitamento del Parma, nei confronti di tutti i fornitori e creditori, senza avere la possibilità di separare il ramo sportivo da quello tradizionale“. Così il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, è intervenuto a Radio24 sul caso Parma e su una crisi in cui, per ora, chi si è avvicendato al timone non ha saputo far fronte.

A Cesena i costi di gestioni a 2 milioni di euro

Lugaresi ha poi aggiunto di “ritenere eccessivo, come leggo sui giornali, che ci vogliono 12/15 milioni per permettere al Parma che finisca il campionato”. A Cesena infatti, i costi di gestione hanno una dimensione diametralmente opposta. “Faccio presente che a Cesena spendiamo 2 milioni come costi di gestione (180 mila euro al mese) per tutto l’anno, non mi sembra possibile che il Parma abbia un costo come quello che leggo per tre mesi“. Tuttavia, anche il club bianconero, economicamente, non naviga in buone acque: C&F rivela infatti un passivo di 4 milioni di euro con il presidente concentrato a lavorare duramente per il bene del club.

L’equivoco mercato: Parma in crisi ma compra

A gennaio la squadra emiliana è potuta intervenire sul mercato, nonostante una situazione economica disastrosa. E’ il motivo per il quale Lugaresi punzecchia il club gialloblù: “il Parma ha potuto fare mercato a gennaio, mentre noi abbiamo venduto. Non c’è una regola che glielo impedisce, in Spagna c’è. Prima della nostra partita a Parma sono arrivati Nocerino e altri due giocatori spagnoli, sarebbe stata una partita tra virgolette “truccata” perchè una squadra non paga gli stipendi ma può prendere nuovi calciatori. Dov’è la correttezza sportiva?”

Non ho mai conosciuto Taci e Manenti”.

Lugaresi poi sottolinea di non aver mai avuto modo di conoscere personalmente Taci e Manenti, due dei protagonisti della vicenda che coinvolge le sorti del club emiliano. “L’immagine di questi personaggi non conta, contano solo i fatti. Se io prendo una società, intervengo con del denaro vero che viaggia attraverso le banche italiane e internazionali alla velocità della luce“.

Un aiuto al Parma

Il patron del Cesena poi tende la mano al club gialloblù anche se a Manenti spetta l’onere di tirare fuori la società dal baratro. “La Lega si riunirà venerdì. Se avremo la possibilità di aiutare tutti insieme il Parma e i suoi giocatori a finire il campionato, lo faremo nel rispetto dei suoi tifosi e del suo settore giovanile che ha una grande tradizione. Però al di là di quello credo che la società Parma e il suo presidente Manenti devono far fronte per tutto“.