“Il Parma non ha giocato oggi per una scelta che è dipesa soprattutto dal sottoscritto. E’ stato il prefetto di Parma a stabilire che si poteva giocare a porte chiuse, non perché mancassero i 40mila euro, come hanno detto tutti”. Cosi’ il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, sulla situazione del Parma, che si è vista rinviare la sfida con l’Udinese.

“Davanti ad una richiesta dei calciatori, che vengono umiliati e non pagati da settimane, costretti in un recinto a giocare senza la possibilità di essere visti, ho rinviato la partita, ha spiegato il numero uno della Federcalcio alla Domenica Sportiva. “Se domenica il Parma vuole giocare, deve portare i libri in tribunale, visto che non ci sono i soldi. Il tribunale deve poi valutare un eventuale esercizio provvisorio, che può verificarsi solo se c’è una copertura finanziaria. Credo che ci siano legittimi interessi a far sì che si raccolgano i fondi per l’esercizio provvisorio, poi ottenere dei paracadute per un’iscrizione in Serie B, dove però devono esserci le coperture dei debiti sportivi. E’ un gruzzolo consistente. Ma il debito federale è un quarto degli altri e per noi, a giugno, l’iscrizione era del tutto regolare”.

“Il campionato non puo’ essere falsato”, ha aggiunto Tavecchio, “in caso di fallimento, il presidente del Tribunale nomina una curatela per un’esercizio provvisorio per valutare se si puo’ portare il campionato a termine”.