diritti tv spagna

Argomento di discussione intenso e che più ha catalizzato l’attenzione dei media spagnoli nelle ultime settimane, quello legato alla riforma del sistema di ripartizione dei proventi da diritti Tv nella Liga. Com’è noto, in Spagna infatti, il modello distributivo potrebbe essere definito fortemente “dualistico” in quanto, Real Madrid e Barcellona, insieme, si spartiscono il 46% della “torta”.

Il nuovo modello proposto da Lega e Governo spagnolo

Il modello proposto dal Governo spagnolo e dalla LFP, ricalcherebbe, nei fatti e nella sostanza, quello inglese, il sistema che, più di ogni altro, tutela la posizione (economica) di piccoli e medi club. Si tratterebbe di spartire i proventi per un 50% in parti uguali a tutti i club, un 25% secondo i risultati ottenuti nelle cinque stagione precedenti e, infine, il restante 25% secondo la stima dei dati di audience in campo nazionale ed internazionale. Secondo alcuni calcoli, tale modello porterebbe il rapporto first to last a circa 4 a 1: ciò significa che, il duo Real-Barça otterrebbe quattro volte tanto rispetto al resto dei club della Liga, ma allo stesso tempo verrebbe dimezzato l’attuale gap che si sostanzia in un rapporto che si assesta vicino a 8 a 1.

L’elaborazione dei dati con il coefficiente di GINI

FutbolFinanzas ha elaborato i dati riguardanti l’assegnazione dei diritti televisivi dei cinque maggiori campionati europei, utilizzando un particolare strumento macroeconomico, il coefficiente di GINI, utile per misurare le disparità di reddito. Il risultato è stato ovvio: la Liga ha il coefficiente più alto e, dunque, è il torneo in cui è maggiore lo squilibrio nel riparto dei proventi. Al secondo posto, la nostra Serie A che, con un coefficiente pari a 0,2431, si conferma alle spalle del campionato iberico (valore dell’accordo: 846,1 milioni di euro a stagione); terzo, quarto e quinto posto rispettivamente occupati dalla Ligue 1 (Francia, coefficiente 0,2029), la Bundesliga (Germania, 0,1087) e Premier League, il cui coefficiente, 0,0781 mostra come, in Inghilterra, la promozione collettiva del “prodotto” ha portato ad un modello a vantaggio di tutti i club. I quali poi, nel prossimo triennio, in virtù dell’accordo recentemente stipulato con Sky Uk e BT Sport, incasseranno, ognuno, una somma fissa di ben 130 milioni di euro.