Diego Armando Maradona non ha perso la nuova partita con il fisco”. Lo ha detto il suo avvocato difensore Angelo Pisani dopo che la commissione tributaria provinciale di Napoli ha respinto l’ultimo ricorso presentato dal fuoriclasse argentino, che chiedeva di usufruire del condono del Calcio Napoli al quale, secondo i giudici tributari, il calciatore in passato non ha aderito pur potendolo fare. Maradona, a differenza che in passato, è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio pari a 15 mila euro, di cui 10 mila euro per la consulenza tecnica d’ufficio.

Secondo l’avvocato Pisani, leggendo la sentenza, il Pibe de Oro avrebbe ottenuto il pieno riconoscimento delle sue ragioni. Per la prima volta i giudici tributari darebbero, quindi, ragione ai difensori del campione ed in particolare che esisteva ed esiste piena solidarietà nel presunto debito tributario fra il datore di lavoro Società Calcio Napoli e il dipendente Diego Armando Maradona e che quel presunto debito, sebbene inesistente, sia stato già totalmente pagato con il condono dalla Società Calcio Napoli e non può quindi essere preteso una seconda volta. “Questa sentenza, peraltro riguarda solo un ricorso incidentale rispetto al giudizio principale, tuttora pendente, e rispetto al quale abbiamo già da tempo ottenuto in favore del campione il blocco di tutte le procedure esecutive dopo anni di ingiusta persecuzione”, ha dichiarato Angelo Pisani. “Altro che sconfitta gli stessi giudici proprio in questo provvedimento ammettono che Maradona ha ragione e che c’è totale solidarietà col Calcio Napoli, smentendo nel merito sia il diniego di autotutela dell’Agenzia delle entrate, sia la perizia del Ctu”. L’avvocato di Maradona attacca l’Agenzia delle Entrate dicendo che quest’ultima vuole per forza far apparire Maradona come un evasorepur non essendolo mai stato”.

Sempre secondo i legali dell’ex campione del Napoli l’istanza di autotutela proposta da Maradona era del tutto lecita e ammissibile, al contrario di quanto sostenuto dai difensori dell’Ente, e che fra l’obbligazione di Maradona e quella del Calcio Napoli esisteva ed esiste un vincolo di solidarietà tale da giustificare l’estensione degli effetti del condono del Napoli a Maradona.
Al di là della validità dell’affermazione contenuta in sentenza, per la quale Maradona nel 2012 non ha dichiarato di volersi giovare degli effetti del condono, al cittadino comune dovrebbe sorgere un semplice dubbio: quale Stato rappresenta un’amministrazione che dal 2002 (data del condono del Napoli) al 2012 (data della presunta mancata dichiarazione di Maradona di volersene giovare) persegue un cittadino, ben sapendo che l’obbligazione tributaria si è estinta per effetto del condono?”, conclude l’avvocato Pisani. Quindi Maradona continuerà la sua battaglia con il Fisco italiano perché è stata persa una battaglia e non la guerra. Gli avvocati impugneranno il provvedimento in quanto “manifesterebbe contraddittorietà“. Quanto alla condanna a pagare le spese gli avvocati sottolineano che si tratta della parcella del ctu, consulente richiesto dalla stessa difesa, e che “in ogni caso anche tale questione sarà discussa e riformata nell’appello dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale, che presenteremo nelle prossime ore”.