Un’apertura importante, da parte di un personaggio non qualunque: Marco Bogarelli, presidente di Infront Italia, è intervenuto nel programma ‘Tutti Convocati’ di Radio 24 e ha parlato del ruolo che il nuovo proprietario cinesi della società di marketing sportivo potrebbe avere nel calcio italiano. Wanda Group acquistato Infront Sports & Media per oltre un miliardo di euro, ha comprato il 20% dell’Atletico Madrid e ora potrebbe investire anche in Italia, magari negli stadi, forse partendo da quello del Milan. “Sì, direi che è possibile. E’ la naturale evoluzione. La società di Wang Jianlin – ha detto Bogarelli – ha delle competenze che non si limitano a quelli abituali di Infront, investe nell’immobiliare, nel cinema”.

Ecco perché, pur negando di averne parlato con Galliani (che conosce da anni avendo fatto parte del cda di Milan Channel), Bogarelli non escluso una partnership tra i rossoneri e i cinesi di Wanda per costruire lo stadio nuovo dei rossoneri al Portello: “E’ possibile, sarebbe un’opportunità per un club come quello rossonero”. Poi ha specificato: “Un conto è il discorso sullo stadio. Sulle quote non so nulla. Ma come Infront penso che siamo in grado di offrire opportunità nuove alle squadre”.

Bogarelli è poi tornato sulla polemica di Juventus-Milan e la relativa riforma proposta da Galliani sui registi televisivi: “Noi non c’entravamo in questa polemica e siamo stati tirati in mezzo da un comunicato. Non so chi ha ragione o torto. Meno si dà adito a sospetti e meglio è. Se c’è l’opportunità di portare più neutralità nel calcio vediamo cosa decideranno in Lega”. E sulla Juventus, che nel comunicato di risposta a Galliani si opponeva fermamente all’idea che fosse Infront stessa a formare i registi indipendenti, risponde: “Non vedo perché no, visto che siamo advisor della Lega, lavoriamo e rischiamo insieme. I registi sono sul mercato, è un lavoro tipicamente freelance”.

Si è parlato anche degli oltre 5 miliardi di euro che la Premier League ha incassato per i diritti tv del prossimo triennio. L’Italia può arrivare a competere? Secondo Bogarelli la strada è lunga: “L’Italia è seconda nei proventi dei media. Bisogna crescere dal punto di vista tecnico e sportivo, perchè non è al secondo posto in termine di prodotto, ma in termine di prezzo. Nel 2003 eravamo al vertice del calcio mondiale. In quel momento il calcio non era ancora un fenomeno globale, cosa che è successa un anno dopo. Le inglesi e le spagnole hanno approfittato di questa globalizzazione costruendo squadre forti qualche anno dopo”.

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