Un workshop a Milano, nella sede di Rcs, tra i 22 club della Lega di Serie B e i professionisti del marketing e delle politiche commerciali per continuare a migliorare l’appetibilità del campionato cadetto verso nuovi sponsor. Il progetto “B-Club” è nato un paio d’anni fa ed è un esempio di “marketing associativo”: le squadre di Serie B lavorano fianco a fianco per valorizzare il prodotto di tutti (il campionato) con l’intento di incrementare i ricavi delle singole squadre.

A Milano la B si è riunita per fare il punto su quanto è stato fatto e quanto ancora si può fare. Il primo passo è stato quello di trovare un advisor, che è diventato partner commerciale esclusivo della Serie B, cioé Rcs Sport, che affiancasse la Lega nell’ottimizzazione del proprio valore e della pubblicità.  Così in un anno e mezzo molti brand hanno investito nella promozione a bordocampo e in tv, grazie ai numeri della Serie B: il campionato cadetto ogni sabato mette insieme circa 70-80mila spettatori negli stadi, che diventano 600mila in televisione (audience media per turno), senza contare le repliche e gli highlights in chiaro.

“I nostri numeri dicono che la Serie B vale come un grande club italiano” ha detto Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B. L’intento è di migliorare ancora, nel corso dei 472 eventi in programma da agosto a giugno. E l’obiettivo è raggiungibile anche grazie all’enorme bacino potenziale della B, che racchiude al suo interno 21 province e 13 regioni: un potenziale di 15 milioni di spettatori che la B vuole portare con sé.

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25 anni, milanese, giornalista professionista freelance. Liceo classico, studi umanistici e poi il master in giornalismo alla Walter Tobagi. Ho lavorato per Sportmediaset, Telelombardia, Goal.com, Datasport e Milanotoday.