La crisi economica in Russia, con la vorticosa caduta del valore del rublo,  sta strozzando i club che ora sperano di ottenere una “pausa” nelle regole riguardanti il Fair Play Finanziario. Per i club russi infatti, il calo del valore del rublo è stato una vera e propria catastrofe: da una parte è difficilissimo fare mercato, dall’altra, la particolare situazione economica in cui fersa il paese, fa ancora più ricchi gli stessi calciatori stranieri, i cui ingaggi, generalmente, sono stati negoziati in euro. C&F rilevava infatti qualche tempo fa che nelle tasche dei calciatori finirebbe una cifra maggiorata del 40% rispetto allo stipendio concordato nel periodo “pre-crisi”. Il deprezzamento del rublo ha dunque creato ulteriori problemi ai club perché il costo del personale, la cui voce più incisiva a bilancio è quella relativa agli stipendi dei giocatori (su contratti a lungo termine), è notevolmente  aumentato.

Nessuna normativa in aiuto dei club russi

Al contrario, i pagamenti ai club provenienti dalle competizioni europee hanno l’effetto di essere considerati con un valore maggiori se valutate con la moneta locale. Tuttavia, non è questa l’ancora di salvataggio delle società russe, che già hanno violato le regole sul Fair Play Finanziario della UEFA. Dal maggio scorso infatti, lo Zenit St Pietroburgo è stato multato per 12 milioni di euro, Rubin Kazan per 6 milioni, l’Anzhi Makhachkala di 2 milioni di euro. Andrea Traverso, responsabile dell’unità Uefa fair play finanziario, ha detto che non esiste al momento nessuna disposizione normativa che possa aiutare club il cui contesto economico di riferimento è in  netta recessione e come essa potrebbe impattare sull’attuale normativa FPF, basata su regole molto precise. Tuttavia, ha offerto qualche speranza alle società vittime della situazione della valuta russa: la UEFA infatti analizzerà la salute finanziaria di ciascun club ognuno come un caso “a sé”.

La situazione del rublo

In base alle norme UEFA sul FFP club concorrenti nelle competizioni devono dimostrare di non avere debiti scaduti verso altri club, i loro giocatori o le autorità fiscali. I club devono poi dimostrare equilibrio anche nella parte reddituale (costi-ricavi). Tuttavia il Rublo russo è davvero in una situazione eccezionale: è crollato infatti al minimo storico con un rapporto di 1 a 75 con il dollaro statunitense a metà dicembre, rispetto a una media di 38 rubli nel mese di settembre, rimbalzando a 53.23 alla fine di dicembre. Esso è attualmente a 66 rubli per dollaro rispetto ai 33 rubli per un dollaro all’inizio del 2014.

Fabio Colosimo