Non più solo Sky e Mediaset, TimVision, la pay tv di Telecom Italia, nel 2015 intende lanciare l’offerta che potrebbe sbaragliare la concorrenza: un abbonamento cioè a soli 5 euro a mese, per gli abbonati Telecom con Adsl, mentre, per chi utilizza un altro gestore, uno a 10 euro. Particolare in più, il costo sarà questo per sempre senza che possa subire incrementi e variazioni nel tempo.

La notizia, pubblicata oggi sul quotidiano La Notizia giornale,  è importante soprattutto per i calciofili più accaniti: nella nuova offerta vi sarà la possibilità infatti di assistere in diretta alle gare della Serie A e a quelle della Champions League su tv con decoder, Smart Tv, e su tutti i device mobili. Per Sky e Mediaset, questo, potrebbe rivelarsi davvero un durissimo colpo: varietà dell’offerta (oltre al calcio, la Formula1, film, serie tv in cofanetti, cartoni animati, concerti e documentari) e competitività dei prezzi TimVision potrebbero dirottare una (nutrita) parte della clientela consolidata delle due emittenti private ad usufruire della pay di Telecom Italia.

Biosgna notare come scrive oggi La Notizia giornale, che “in Italia, il settore pay tv è dominato da due emittenti principali: Sky e Mediaset infatti, per ora, dominano il mercato e cristallizzano le opportunità dei consumatori quando si tratta di scegliere una tv a pagamento. Numeri  e dati relativi agli abbonamenti infatti non mentono: con 4,7 milioni di abbonati, Sky è, in Italia, la pay-tv in assoluto con più clienti: una leadership di mercato costruita abilmente nel tempo, grazie ad una proposta televisiva che, sotto il duplice e decisivo rapporto qualità/quantità, ha saputo di gran lunga imporsi sulla concorrenza di settore. Dietro infatti, troviamo, staccatissima, Mediaset con 1,8 milioni di abbonati, la quale, seppur non replicando il variegato bouquet televisivo offerto dalla pay di Murdoch, ha registrato una significativa crescita in popolarità tra le famiglie italiane“. Crescita, tra le altre cose, dovuta ad una serie di investimenti che hanno migliorato (e miglioreranno) l’offerta della pay del “Biscione” nei confronti del suo più agguerrito competitor (la Champions League per i prossimi tre anni).

Il problema dei costi delle pay tv

In Italia, tuttavia, non tutti i nuclei familiari riescono a permettersi un abbonamento pay tv ovviamente per i costi che, seppur determinati dalla scelta di specifici “pacchetti”, non vanno mai più in basso di 20 euro mensili (fino a 70). In questo senso, si può dire che l’offerta Sky sia la più costosa per le ragioni prima descritte (qualità/quantità nella programmazione a pacchetto), mentre quella di Premium invece viaggia su prezzi in qualche modo più accessibili. Il digitale terrestre, per certi versi, è stato una vera e propria manna dal cielo, in quanto ha saputo rimpolpare un’offerta televisiva fin troppo generalista e ridotta all’osso per coloro i quali a Sky e Mediaset non possono “accedervi” per questione economiche. La comparsa dei canali tematici ha poi fatto il resto: la chiave che, almeno in parte, ha spezzato la monotonia e permesso alla suddetta “fascia” di utenti (scoperta e a digiuno di pay) di poter godere di programmi più in linea con aspettative e interessi sempre più specifici. Tuttavia, rimane il “nodo” legato allo sport e, più in particolare, al calcio. Un’offerta risicata: la Rai, da una parte, offre solo Coppa Italia e nazionale in diretta, dall’altra, Canale 5 e Italia 1 trasmettono il mercoledì e il giovedì una partita di Champions League e una di Europa League

Fabio Colosimo