Mondiali Russia 2018-Stadi. Il Mondiale di Russia 2018 non è in pericolo ma l’organizzazione dell’evento non sta vivendo un periodo facile. Costi crescenti e conseguenti rallentamenti nei lavori stanno infatti dipingendo un quadro nel quale la Russia, anche nello sport, si sta trovando in grande imbarazzo. La crisi economica infatti, con la caduta del valore del rublo, sta ponendo al centro della questione un ingente incremento dei costi dei materiali di costruzione, un calo drastico della manodopera straniera, e, come detto, clamorosi rallentamenti nella preparazione delle infrastrutture destinate ad ospitare le gare della manifestazione mondiale.

Lo stadio di Rostov rischia di non essere pronto

La notizia del giorno è che rischia di non essere pronto in tempo uno dei 12 stadi che nel 2018 dovranno accogliere il Mondiale di calcio in Russia, quello della città di Rostov. Il ministero regionale delle infrastrutture ha reso noto che i lavori infatti, sono in ritardo di sette mesi sul programma e che l’apertura è slittata da maggio al dicembre 2017, pochi mesi prima l’inizio del torneo iridato. Non sono state rese note le cause che rallentano la realizzazione dello stadio di Rostov, che avrà una capacità di 45 mila posti, ma per cercare di accelerarla sono stati raddoppiati i turni di lavoro. Il ministro russo dello sport, Vitaly Mutko, presidente del comitato promotore del mondiale, aveva già espresso la preoccupazione che lo stadio di Rostov sarebbe stato il più difficile da costruire e che di sicuro i costi sarebbero aumentati.

Rostov, tra le altre cose, in previsione, era già considerato lo stadio più costoso del lotto: 279 milioni di euro il budget stimato per l’impianto in questione e un costo medio per “posto” di ben 6.202,00 euro. Tuttavia, rallentamenti e aumento dei prezzi, come ha sottolineato lo stesso Mutko, faranno lievitare ulteriormente l’ammontare complessivo destinato alla costruzione di un già costosissimo impianto.

Fabio Colosimo