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Palmeiras-Importante colpo in ottica sponsor per una delle società più importanti e titolate del calcio brasiliano: il Palmeiras infatti, ha firmato un contratto di due anni con Crefisa, gruppo specialista in servizi finanziari, che diventerà, in virtù della sigla, il partner commerciale principale della società brasiliana. I media locali hanno sottolineato come l’accordo, per il Palmeiras, rappresenti un buon affare: la sponsorship infatti, porterà nelle casse del club biancoverde 8,9 milioni di dollari all’anno.

I dettagli dell’accordo tra il Palmeiras e Crefisa

Grazie all’accordo, il logo di Crefisa finirà sul fronte e sul retro delle divise da gioco ufficiali del Palmeiras; la scadenza, come anticipato, sarà biennale, e coinciderà con la fine del corrente mandato da presidente del club di Paulo Nobre.

Parlando in conferenza stampa subito dopo la riuscita del “patto”, proprio Nobre ha rivendicato l’importanza dell’accordo, soprattutto dopo le numerose critiche che hanno fatto da corredo alla lunga ricerca di un main sponsor per il club. Identificato inizialmente nella società automobilistica coreana Kia, ritiratasi nel maggio 2013, additando in un cambiamento nel dazio d’importazione sulle automobili in Brasile come motivo principale della sua decisione. Siamo stati criticati per non aver accettato alcune proposte negli ultimi due anni, ma abbiamo scelto di non svalutare la maglia del  Palmeiras. La migliore offerta che abbiamo ricevuto non ha raggiunto un terzo di quello che riceviamo da Crefisa ora. Per Nobre dunque, un altro, importante, tassello della sua politica presidenziale, dopo il rinnovo biennale con Adidas giunto a dicembre, che farà del club uno dei punti fermi del colosso tedesco nella strategia di conquista del mercato brasiliano.

Infine, il sito Yahoo Esportes riferito che oltre al Palmeiras, anche il San Paolo, altra big del campionato brasiliano, è stato anche vicino a chiudere un accordo con Crefisa: tuttavia, le proibitive richieste avanzate alla società di servizi finanziari (11,59 milioni di dollari) ha fatto saltare l’accordo.

Fabio Colosimo

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