Michele Uva-Il direttore generale della Federcalcio, Michele Uva, e’ ottimista sulla piega che ha preso il calcio italiano. Ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno, Uva ha spaziato sui temi più “caldi” al vaglio dei vertici della Federazione e, pur ammettendo che ancora ci sarà molto da lavorare, la strada imboccata è quella del miglioramento. La lezione europea, su crescita e sviluppo del movimento nazionale, quello in cui l’Italia eccelleva solo pochi anni fa,  è stata metabolizzata: “Se vediamo i risultati internazionali, siamo la seconda nazionale al mondo che ha vinto 4 titoli iridati e l’ultimo non e’ poi cosi’ tanto lontano – e’ la sua analisi – Non si puo’ dire che le cose vadano sempre bene ma non sono un disfattista. I nostri tecnici in giro per il mondo continuano a vincere e il calcio italiano viene ancora visto come un punto di riferimento mondiale dal punto di vista tecnico, degli arbitri. Probabilmente abbiamo avuto un periodo in cui non abbiamo investito e oggi, in termini di risultati, si possono pagare le conseguenze. Ma siamo sulla strada del rinnovamento e della crescita, non sarei cosi’ disfattista“.

Uva e i rapporti con Tavecchio

Tra Michele Uva e Tavecchio, presidente della Figc, i rapporti sono distesi e improntati alla piena collaborazione (“il presidente si e’ dimostrato molto capace e competente, ha lasciato alla mia direzione piena autonomia nella gestione, nell’operativita’, c’e’ piena sintonia, c’e’ dibattito, c’e’ confronto ma costruttivo. Le aziende funzionano ma c’e’ la stessa passione, la stessa voglia di fare e rispetto delle competenze”). E, in questo senso, Uva rivendica con orgoglio un lavoro riformistico che dovrà rimodellare un sistema che ha perso colpi. “Quattro-cinque punti importanti di riforma sono stati gia’ approvati dal Consiglio federale e stiamo andando incontro a una restringente normativa sui criteri di ammissione ai campionati che portera’ a un sistema piu’ sano e piu’ solido“.

Sulle riforme al calcio italiano

Stiamo lavorando, non dimentichiamo che tre anni fa la Figc aveva 40 milioni in piu’ di contributi dal Coni, dobbiamo fare le cose con meno risorse e piu’ passione. E non sara’ toccato un euro nell’investimento sui settori giovanili, che sono il vero tesoro dell’Italia calcistica“. Tutti si aspettano di vedere cosa succedera’ con l’ormai famosa riforma dei campionati “ma la riforma del sistema e’ fatta da tante azioni, tante piccole riforme che, sommate, portano a una ridefinizione del modello – ci tiene a sottolineare il dg della Federcalcio – Diminuire le squadre in A, B e Lega Pro rendera’ i campionati omogeni, con meno tensioni finanziarie, ed e’ fondamentale. Ma se non facciamo investimenti sui settori giovanili, sulla crescita dei ragazzi, se non diventiamo una Federazione di inclusione, la semplice riforma dei campionati puo’ portare dei vantaggi ma non saranno determinanti senza altri passaggi che sono stati o che saranno fatti come le accademie regionali della Federazione, lo sviluppo del calcio femminile. Il calcio ha bisogno di riforme, di spinta, di crescita ma tutte le componenti devono dare il proprio contributo e la somma di queste azioni portera’ dei benefici a medio-lungo termine“.

Sulla Nazionale di Conte

A livello di Nazionale, “c’e’ sempre da fare qualcosa di piu’ ma e’ l’impostazione quella che conta. Aver costruito dei rapporti con i club, avere programmato degli incontri con la B e’ un percorso che porta dei vantaggi, in termini di coinvolgimento del progetto. C’e’ bisogno della collaborazione di tutti, positiva e negativa perche’ non sempre la Federazione puo’ avere l’idea vincente e il confronto determina sempre una positività’“.

Sulle date della Serie A in vista di Euro 2016

Euro 2016 è il palcoscenico nel quale testare un lavoro di due anni. Un obiettivo importante, per il quale Tavecchio ha promesso la chiusura anticipata del prossimo campionato, il 15 maggio. Tuttavia, la scelta sulle date, e cioè se partire il 16 agosto o abolire la sosta natalizia per concedere ad Antonio Conte più tempo a ridosso della manifestazione, “la dovra’ fare la Lega, sono loro a stilare i calendari dei campionati, ma penso che fra Lega e Aic ci sia la volonta’ di tutti di dare alla Nazionale una settimana necessaria“. Infine, sul via libera alla tecnologia sulla linea di porta, “sara’ una scelta della Lega o delle Leghe applicarla e costi e ricavi saranno tutti a carico di chi chiedera’ di applicarla. La Figc non puo’ far altro che recepire la richiesta della Lega di A o di B o di entrambe e facilitarne l’applicazione oltre ad assicurarsi che le ditte che la installeranno siano in linea con quanto previsto dai regolamenti della Fifa”. Uva ricorda poi che la goal-line technology, in caso di adozione, dovra’ essere utilizzata in tutti gli stadi (“ci deve essere omogeneita’ del campionato”) e apre alla conferma degli addizionali: “potrebbero rimanere“.

Fabio Colosimo

1 COMMENTO

  1. ma cosa dice Uva?
    Palermo-Roma stadio per 3/4 deserto e barriere immonde tra campo e spettatori.
    Lazio-Napoli stadio 3/4 deserto
    Milan-Atalanta stadio 3/4 deserto
    Juventus-Verona migliaia di posti vuoti non riempibili per la tessera del tifoso e per le resttrizioni sugli abbonamenti
    All’stero mandiamo immagini di un campionato ignobili con partite in stadi vuoti, i club che hanno limitazioni sugli extracomunitari da ptoer tesserare che creano un gap enorme con chi all’estero può tesserare qualunque giocatore di qualsiasi nazione. Esempio il Borussia dortmund che sfiderà la Juventus…