Naming rights-Prassi sempre più comune per i club europei è l’utilizzo del naming rights, una forma di sponsorizzazione non proprio tipica che, tuttavia, permette redditività, possibilità di spesa e dunque, maggiori ricavi in prossimità di un risultato sportivo migliore. Un fenomeno non insolito ma capace di generare un vero e proprio circolo virtuoso nella dinamica costi-ricavi e nella sostenibilità del progetto sportivo.

Il Betis pensa al naming rights per nuovi ricavi

L’arrivo del nuovo consiglio di amministrazione ad un club storico come il Real Betis sta causando in casa verdiblanca una serie di cambiamenti (l’arrivo di Adidas come nuovo sponsor tecnico) e possibili tali da lasciare perplessi gli stessi tifosi spagnoli. In tal senso, da parte dei vertici della società sarebbero al vaglio “nuove vie” per fare reddito, in modo da poter “disinquinare” le casse del club e dargli nuova linfa, dopo la caduta della squadra in Segunda Divisìon. Anche attraverso l’esplorazione di “percorsi” nuovi, tra i quali appunto il naming rights, fenomeno di cui si è molto discusso negli ultimi mesi nel calcio spagnolo: lo sfruttamento dei diritti di denominazione degli stadi, è infatti un’opzione molto interessante, in qualsivoglia realtà sportiva, specie per la possibilità di generare nuovi, consistenti, ricavi  a livello durevole (vista anche la durata pluriennale di un possibile contratto); tuttavia, nel caso preso in analisi, non è esclusa l’opposizione dei tifosi del club per ragioni prettamente “sentimentali”.

Il possibile no al naming rights

Il Real Betis il nome del suo stadio in onore di Benito Villamarín, uno dei presidenti più importanti e carismatici della storia del club, nel 1961, e, da allora, è rimasto il  fino al 1997, anno nel quale, sotto la presidenza di Manuel Ruiz de Lopera la titolazione è cambiata (proprio con il nome de Lopera) per tornare poi, nel 2010, al nome “originario” grazie al voto democratico dei soci. Ed è proprio questo che, come detto poc’anzi, potrebbe rivelarsi uno dei principali ostacoli alla gestione dei diritti di denominazione dell’impianto sportivo: l’attaccamento dei tifosi ad una denominazione storica e di grande fascino. Anche perché, il cambio potrebbe essere più “drastico” del previsto rispetto, ad esempio, al “caso” Real Madrid (e Barcellona), dove, con molta probabilità, ciò che si farà, sarà affiancare al nome tradizionale dello stadio quello della compagnia-sponsor. Una situazione in divenire, quella per il Betis, in cui non tutto pare scontato specie sul fronte naming rights.

Fabio Colosimo

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