Salas-Una vecchia conoscenza del calcio italiano, Marcelo Salas, ha da poco terminato una carriera che, proprio in Italia, ha visto la stella del cileno brillare dapprima alla Lazio e poi, un po’meno, alla Juventus. El Matador, così noto al pubblico per il suo celeberrimo gesto di imitazione del torero dopo ogni segnatura, decise di lasciare l’Italia nel 2003 per accasarsi al River Plate di Buenos Aires, per affrontare un calcio sicuramente meno dispendioso per il suo non più integro stato atletico. In Argentina tuttavia, Salas non lasciò il segno: 32 gare e 10 gol in due anni tra infortuni e ricadute portarono il giocatore al grande ritorno in patria, nel 2005, per giocare (per tre anni in totale) nell’Universidad de Chile: dopo un biennale e la rescissione del contratto con la Juventus (2005) nel 2007 firmò ancora col club che, l’anno prima, lo aveva lasciato libero per bancarotta.

Salas imprenditore dei “mirtilli”

Proprio nel 2008, dopo l’addio al calcio all’età di 34 anni, Salas decise di studiare Sport Management e Marketing all’Università di Santiago del Cile, per intraprendere, successivamente, la carriera da imprenditore. Nel 1998 infatti, grazie ai guadagni ottenuti nella sua carriera da calciatore, Salas comprò un appezzamento di terreno nel quale oggi vi coltiva mirtilli, esportati all’estero, soprattutto per i mercati di Asia ed Europa. Un progetto avviato in famiglia, da circa 6 anni, che, ben presto, si è trasformato in un corposo export del frutto grazie ad una produzione di ben 500/600 mila chili di mirtilli l’anno e numerosi contatti con esportatori ed acquirenti.

Salas nel sociale

Un business ad ampio raggio dunque al quale il cileno ha abbinato l’acquisto del club dell’Union Temuco, divenendone presidente, e una certa presenza anche nel sociale: sue sono diverse iniziative legate alla tutela dei minori in difficoltà, ai quali è offerta un’assistenza continua e l’organizzazione di diversi tornei giovanili negli impianti sportivi di proprietà.

Fabio Colosimo

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