Energy Trading International – Bruno Da Re, general manager della Energy T.I. Trentino Volley, è tranquillo. Non è per nulla preoccupato di ciò che è apparso ieri sul Corriere della Sera riguardo alla Energy Trading International.

“I nostri riscontri sulla Energy Trading International sono completamente diversi rispetto a quelli apparsi sul Corriere della Sera. E noi con quella società abbiamo contatti quotidiani”, ha dichiarato Da Re. Secondo il quotidiano, infatti, il collegio dei sindaci e dei revisori dei conti del bilancio 2013 avrebbe bocciato, senza appello, la società di fornitura di gas, che nel febbraio di quell’anno avrebbe visto revocata da parte del ministero dello Sviluppo economico l’autorizzazione alla vendita del gas e quindi al prelievo dallo stoccaggio strategico nazionale. Il debito complessivo avrebbe raggiunto i 240 milioni di euro, cifra che avrebbe anche messo in liquidazione l’Energy Trading International, che potrebbe tentare, entro i paletti della legge fallimentare, un accordo con i prori creditori.

Il gruppo è sponsor in MotoGp e Superbike, ma soprattutto detiene il 10% del capitale del Parma Calcio e della Trentino Volley. L’articolo del Corriere delle Sera racconta di una società che ha la sede in Italia ma i cui “proprietari, sconosciuti, sono schermati da fiduciarie estere” e addirittura sarebbero stati protagonisti di operazioni sospette e fatture gonfiate, accostando i problemi di bilancio alle sponsorizzazioni sportive.

Gli investimenti dell’Energy Trading International

Roberto Giuli, l’amministratore delegato di Energy Trading International, dice ancora l’articolo, “mesi fa siglava accordi di sponsorizzazione mentre l’azienda si dissolveva, quasi fosse un estremo tentativo di accreditarsi per stare a galla”. Fu lui anche l’artefice dell’arrivo della holding attiva nel settore di gas, energia elettrica e fonti rinnovabili operativa in Italia, Svizzera e Francia, nella proprietà del Parma F.C., che fu accolto come una ventata d’aria fresca. L’accordo avrebbe portato nelle casse della società emiliana circa 25 milioni di euro in dieci anni e non mancarono neppuri annunci di possibili investimenti su territorio parmense, a partire da un progetto di miglioramento dell’efficienza energetica dello stadio Tardini a forniture di servizi a prezzi agevolati per i tifosi del Parma Calcio. A settembre Giuli parlò così della situazione della Energy Trading International: “Tutto è documentato e verificabile. Come ogni azienda abbiamo i nostri contenziosi in corso. Quello che è certo è che abbiamo già versato cinque milioni di euro per il Parma F. C. e altri 18 milioni li erogheremo presto, come promesso, tramite sponsorizzazioni”. Ora la faccenda si fa ancora più scottante.

Alberto Lattuada

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