La Fifa ha imposto un divieto globale sulle cosiddette Third Party Ownership (Tpo), ovvero i fondi di investimento che affiancano le società di calcio nell’acquisto dei diritti di sfruttamento delle prestazioni sportive dei calciatori, sostenendone parte dei costi e scommettendo su una loro rivalutazione economica nel breve e medio periodo.

Il comitato esecutivo della Fifa, riunitosi venerdì 19 dicembre a Marrakech, in Marocco, ha stabilito che questa pratica, iniziata in Sud America prima di diffondersi in Europa, non sarà più consentita a partire dal 1° maggio 2015.  “Gli accordi esistenti continueranno ad essere in vigore fino alla loro scadenza contrattuale”, ha dichiarato la Fifa in un comunicato. Tutti i nuovi accordi firmati prima del 1° maggio saranno validi per un massimo di un anno.

Una decisione che potrebbe avere contraccolpi fortissimi non solo sui bilanci di quei club, come alcune società portoghesi o l’Atletico Madrid, che in questi anni hanno fatto ampio ricorso alle Third Party Ownership per poter ingaggiare giocatori senza appesantire eccessivamente i propri conti, ma anche sugli stessi fondi che a questo punto, non potendo più operare, non avrebbero nemmeno più ragione di esistere.

Attualmente, secondo i dati contenuti in un rapporto redatto dalla Kpmg per conto dell’European club association (Eca), gli investitori possiedono partecipazioni in ben 1.100 giocatori per un valore superiore a 1,1 miliardi di euro nel calcio europeo, il 5,7% del mercato dei trasferimenti del vecchio continente. Inoltre, i futuri diritti di trasferimento di oltre l’80% dei giocatori presenti nel campionato maggiore del Brasile sarebbero di proprietà di terze parti. (Leggi l’approfondimento di Calcio&Finanza sulle Third Party Ownership e scarica il rapporto integrale di Kpmg)

I critici del divieto imposto dalla Fifa, compreso il presidente della Liga spagnola Javier Tebas, hanno detto che in questo modo si va a rimuove una risorsa necessaria ai club più piccoli per poter competere con i club più ricchi. La scorsa stagione l’Atletico Madrid è stata, infatti, la prima squadra al di fuori di Barcellona e Real Madrid a vincere il campionato dopo 10 anni, grazie proprio all’aiuto degli investitori nell’acquisto dei propri giocatori.

Di diverso parere invece la Uefa. “Sono anni che sto mettendo in guardia da questa pratica che sta diventando sempre più diffusa ed è un pericolo per il nostro sport”, ha detto Platini dopo l’annuncio della Fifa di vietare le Third Party Ownership. “Minaccia l’integrità delle nostre competizioni, porta danni all’immagine del calcio, rappresenta una minaccia a lungo termine per le finanze dei club e solleva anche questioni sulla dignità umana”.

La pratica delle Third Party Ownership ha preso piede in Sud America già negli anni 90 e si è, poi, diffusa in Europa quando molte banche che finanziavano gli acquisti dei giocatori da parte club si sono trovate in difficoltà per la crisi finanziaria del 2007. Il divieto farà male soprattutto ai club militanti nelle serie calcistiche brasiliane, ma anche a quelle argentine e uruguaiane, dove i fondi hanno investito nella maggior parte dei giocatori di prima divisione. La Premier League aveva, invece, vietato la proprietà di terze parti in Inghilterra nel 2008.

Alberto Lattuada