Kering, proprietario della Puma, sta ancora valutando la cessione del produttore di abbigliamento sportivo tedesco come sforzo per rilanciare la forza del marchio entro cinque anni.

Kering, che possiede anche Gucci, sembra abbia contattato potenziali acquirenti all’inizio di quest’anno per valutare l’eventuale interesse da parte, per esempio, di fondi sovrani del Medio Oriente, in particolare del Qatar, e di investitori asiatici, che da tempo guardano con interesse al marchio sportivo teutonico. Le discussioni, però, devono ancora portare a qualsiasi tipo di proposta di acquisizione e non è chiaro se la società vorrà ancora perseguire con una cessione del marchio.

Kering possiede circa l’86 per cento di Puma dopo aver acquisito il controllo del produttore di articoli sportivi nel 2007, che ha una valutazione di mercato di circa 2,5 miliardi di euro. Puma sta tentando di rinnovarsi con la proposta di nuove scarpe da ginnastica e con il potenziamento della sua strategia di marketing che cercheranno anche di riorientare il posizionamento della società sul mercato internazionale. L’unico rischio che corre Kering è che la sua attenzione possa focalizzarsi più sul brand Gucci, anch’esso in fase di rinnovamento, piuttosto che sull’azienda sportiva tedesca, dato che ha margini molto più bassi rispetto ai beni di lusso. I concorrenti come Adidas e Nike sono molto più grandi di Puma, nel senso che possono spendere di più per il marketing e per lo sviluppo dei loro prodotti.

Anche per questo Puma ha lanciato una sua campagna pubblicitaria denominata “Forever Faster” con atleti del calibro del velocista Usain Bolt e del calciatore Mario Balotelli, che attraverso la loro immagine hanno aumentato i flussi di vendita delle calzature per la prima volta in sette trimestri. Le stime di bilancio, che comprendono anche gli accordi di sponsorizzazione come quello con l’Arsenal, dicono, però, nel 2014 il profitto di Puma potrebbe essere meno della metà di quello di dieci anni fa.

Alberto Lattuada

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