bloomberg juventus roma

Che i club italiani non abbiano, almeno in questa fase storica, la medesima forza finanziaria di alcune ricche società di calcio estere, come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco, non è certo una novità. Più volte su Calcio&Finanza abbiamo sottolineato il gap esistente tra i bilanci delle società italiane e quelli dei principali top club europei.

Sorprende dunque che un’agenzia di stampa finanziaria di primissimo livello come Bloomberg, in un articolo pubblicato sul proprio sito internet dopo il sorteggio di ieri di Champions e Europa League (Champions League’s Have-Nots Tap Payday Loans to Compete), abbia dato così tanta enfasi al fatto che alcuni club, che dal punto di vista finanziario non possono essere considerati di primissima fascia in Europa, tra cui la Juventus e la Roma, si siano fatti anticipare da banche o società di factoring gran parte dei flussi di cassa attesi relativi a contratti che dispiegheranno i loro effetti finanziari nei prossimi mesi.

Bloomberg, in particolare, cerca di fare passare il concetto che, per reggere la concorrenza di quei top club che possono contare su una forte generazione di cassa o su azionisti dalle spalle larghe, come il Chelsea e il Manchester City, che possono fare fronte di tasca propria alle esigenze di breve termine delle rispettive società, Roma e Juventus abbiano fatto appello al sistema bancario. Quasi fosse un peccato mortale.

In realtà il ricorso al factoring o allo sconto di fatture è una prassi consolidata non solo nel mondo del calcio che non presenta, almeno in casi patologici, particolari criticità ma che rientra anzi nella normale gestione di un’azienda. E’ dunque curioso vedere Bloomberg, che rappresenta un faro per chi si occupa di mercati finanziari, sottolineare con forza (quasi con malizia) il fatto che queste società “per competere” con i top club più ricchi abbiano fatto ricorso a varie forme di anticipazioni di cassa, tra cui il factoring.

Bloomberg, sulla base dei bilanci 2013/14, rileva infatti che Juve, Roma, assieme  assieme ad Atletico Madrid, Porto e Sporting di Lisbona si siano fatti anticipare dalle banche un importo complessivo di 182,4 milioni, sottolineando che tale cifra sia superiore del 19% a quanto ricevuto sottoforma di anticipazioni di cassa nella stagione 2012/13.

In particolare, sottolinea l’agenzia internazionale, sono state Roma e Juventus a fare la parte del leone.

In effetti, come emerge dal bilancio al 30 giugno 2014, i giallorossi di James Pallotta si sono fatti anticipare da Unicredit Factoring  e da altre istituzioni finanziarie circa 72 milioni di euro, “a valere su maturandi crediti, prevalentemente per licenza di diritti audiovisivi, crediti verso squadre di calcio estere ed altri proventi della stagione sportiva 2014-2015, comprensivo di interessi e commissioni maturati a fine esercizio”.

Ma come si legge nello stesso documento, proprio in virtù dei crediti successivamente incassati da alcune controparti (nel caso specifico si trattava di società di calcio estere cui la Roma aveva alcuni calciatori) tale somma è già scesa a 59,8 milioni.

“Alla data di redazione della presente Relazione (ottobre 2014, ndr)” – si legge nel bilancio della Roma – “l’indebitamento finanziario nei confronti di Società di Factoring, relativo alla linee di credito concesse ad A.S. Roma, per anticipazioni ricevute su maturandi crediti da licenza di diritti audiovisivi della stagione 2014/2015, di sponsorizzazione tecnica e di crediti commerciali, è pari complessivamente a circa 59,8 milioni di euro (72 e 39,1 milioni di euro, rispettivamente al 30 giugno 2014 ed al 30 giugno 2013)”.

Discorso analogo può essere fatto per la Juve, che al 30 giugno 2013 aveva debiti verso società di factoring per 44,2 milioni “principalmente riferibili ad operazioni di anticipo su contratti commerciali”. Debiti che si estingueranno automaticamente nel momento in cui la controparte (in questo caso la Uefa) girerà il corrispettivo dovuto ai bianconeri.

Alberto Lattuada

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