L’indiscrezione lanciata dalla Gazzetta dello Sport, secondo cui il Milan avrebbe raggiunto un accordo con la Fondazione Fiera di Milano per la costruzione di un nuovo stadio sui terreni dell’ex Fiera Campionaria in zona Portello, ha riaperto il dibattito sulla necessità per le società di calcio italiane di dotarsi di un moderno impianto capace non solo di essere maggiormente accogliente per gli spettatori rispetto alle attuali strutture, ma anche di essere in grado di fungere da volano per le attività commerciali del club e contribuire dunque ad aumentarne i ricavi.

In particolare uno degli aspetti che ha maggiormente attirato l’attenzione dei tifosi rossoneri e degli appassionati di calcio riguarda la capienza del futuro impianto che dovrebbe ospitare del Milan. Secondo le indiscrezioni della Gazzetta, infatti, il nuovo stadio del Milan, diversamente dagli impianti dei principali top club europei (Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester United, Arsenal, ecc.), che possono ospitare più di 60 mila spettatori, dovrebbe invece avere una capienza limitata a 42 mila. Una taglia simile a quella dello Juventus Stadium, che al di là dei benefici tangibili che ha portato ai conti del club bianconero (i ricavi da gare sono passati dagli 11,6 milioni nell’ultima stagione all’Olimpico ai 31,8 milioni della prima stagione allo Stadium), viene considerato da parecchi osservatori non sufficientemente capiente per un club che ambisce a collocarsi stabilmente nell’elite del calcio europeo.

Il modello cui in molti hanno guardato (e continuano a guardare) in questi anni è invece quello dell’Arsenal e dell’Emirates Stadium di Londra. Un impianto all’avanguardia, che da quando è stato inaugurato si è trasformato in un’importante fonte di ricavo per il club, ma la cui costruzione, avviata nel 2004, è costata la bellezza di 560 milioni di euro, finanziati per circa un terzo attraverso l’accensione di un finanziamento bancario a lungo termine (scadenza 2031) e per la restante parte con i  proventi dell’operazione immobiliare effettuata sul sito dove insisteva il vecchio stadio Highbury, al posto del quale è stato realizzato un complesso residenziale da 680 appartamenti e con la cessione dei naming rights del nuovo impianto alla compagnia aerea Emirates ad un prezzo di circa 120 milioni di euro per 15 anni.

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Dal 2006 l’Arsenal, grazie ai 60.355 posti del nuovo Emirates Stadium, può dunque contare sul secondo più grande stadio in Premier League dopo l’Old Trafford di Manchester ed il terzo più grande a Londra, dopo il nuovo Wembley e Twickenham, il tempio del rugby inglese. Uno stadio che, come già osservato, ha contribuito incrementare fortemente i ricavi del club londinese. Come si evince dalla tabella, i ricavi da gare sono passati dai 63,8 milioni dell’ultima stagione giocata al vecchio Highbury ai 134,6 milioni della prima stagione nel nuovo impianto. Questo poiché l’incremento dei posti disponibili ha consentito all’Arsenal di avere circa 44.000 abbonati ed una media di circa 60 mila spettatori, con una percentuale di riempimento vicina al 100%. Non solo, come ben evidenziato dal Tifoso Bilanciato, i ricavi hanno beneficiato anche della creazione di circa 9.000 posti (14,9% del totale) di categoria premium (si tratta di un mix di offerta, che comprende posti vip, sky box, ecc.), che da soli rappresentano il 35% dei ricavi generati dallo stadio.

Ma se questi sono gli aspetti positivi dell’operazione realizzata dall’Arsenal sullo stadio, l’altro lato della medaglia, sicuramente più indigesto per i tifosi dei Gunners, è rappresentato dal fortissimo incremento del costo dei biglietti e degli abbonamenti. Secondo una recentissima rilevazione di BBC Sport, l’Arsenal non ha solo i biglietti e gli abbonamenti più cari di tutta la Premier League, ma stacca di gran lunga tutti gli altri club. Secondo lo studio Price of Football citato dalla BBC, il biglietto più caro messo in vendita dall’Arsenal per una partita di cartello, che è di 97 sterline (123 euro), pur in calo di 29 sterline rispetto al 2013/14 è di due volte più costoso rispetto a quello di pari livello degli altri 7 club di prima fascia della Premier League.

Un tifoso italiano potrà dire, beh 97 sterline (123 euro) non sono niente se confrontate ai 395 euro cui il Milan vende in questa stagione le poltroncine d’onore rosse di San Siro. Verissimo, ma è il costo degli altri settori ad essere sensibilmente più elevato rispetto ai biglietti analoghi messi in vendita dal club rossonero. Basti osservare che, nella prossima gara casalinga con il Napoli (una partita di primissima fascia dunque) i biglietti del secondo anello verde erano in vendita a 29 euro, mentre per un match di analoga rilevanza all’Emirates il biglietto meno caro è di 65,5 sterline (circa 83 euro).

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