Chi pensava che fosse solo David Beckham l’unico footbaler con un debole per la moda si sbagliava di grosso. C’è un altro ex giocatore che non solo ama la moda, ma addirittura la crea. Stiamo parlando di Edgar Davids, uno che sta nella lista FIFA 100, ovvero quella che raccoglie i più grandi giocatori di calcio del mondo selezionati dalla leggenda del calcio brasiliano Pele’.

Dopo aver fatto innamorare i tifosi italiani, grazie alle sue militanze con le maglie di Milan e, soprattutto, Juventus, e aver morso le caviglie a centinaia di avversari, il prossimo capitolo della sua carriera, oltre ad allenare la prossima generazione di talenti del calcio, sarà quello di ampliare la sua linea di ready-to-wear di lusso. Davids aveva già lanciato la sua prima linea di abbigliamento più di dieci anni prima di laurearsi, quella conseguita all’Università delle Arti dove inizio’ a comprendere il business della moda. “La transizione dal calcio alla moda è stata quasi organica. Abbiamo iniziato un nuovo movimento chiamato street soccer e dato che il calcio di strada non è un gioco, ma uno stile di vita, è necessario un armadio di corrispondenza“, ha detto Davids, in riferimento al suo marchio di abbigliamento sportivo Monta Soccer, nato nel ’99, per le strade di Amsterdam.

Mentre il Monta Soccer è progettato per il fanatico di sport, il marchio lanciato nel 2013 Monta Heritage dovrebbe essere considerato il suo fratello più maturo, con un alto potenziale di diventare un marchio di lusso riconosciuto a livello mondiale. Lo stilista belga Dirk Bikkembergs è riuscito con successo a vendere il sogno del calcio intriso del lusso della vita, a milioni di consumatori di tutto il mondo; con la squadra giusta e la giusta strategia Davids potrebbe essere il prossimo. Finora il marchio dell’atleta del Suriname, noto per i suoi dreadlocks, è prevalentemente conosciuto nel mercato tedesco, britannico e olandese. La sua prossima sfida sarà quella di conquistare il mercato che è stato così importante nella sua predecente carriera, l’Italia.

Alberto Lattuada 

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