“Andremo ad argomentare il piano di sviluppo della società”. Così il direttore generale dell’Inter, Marco Fassone, ha illustrato davanti alle telecamere della Domenica Sportiva l’atteggiamento che la dirigenza del club nerazzurro terrà il prossimo 7 novembre nel confronto che si terrà a Nyon in tema di Fair Play Finanziario con l’organo  di controllo dell’Uefa.

Diversamente da quanto fatto da Manchester City e Paris Saint-Germain, che prima di essere sanzionate, avevano cercato di contestare i rilievi dell’Uefa, in particolare sul tema delle maxi-sponsorizzazioni con parti correlate che avevano contribuito a gonfiare i ricavi, la dirigenza dell’Inter ammetterà “in totale trasparenza” il fatto che gli ultimi bilanci si sono chiusi con perdite eccessive rispetto a quanto previsto dal regolamento Uefa (45 milioni di rosso cumulato in due esercizi, che scenderanno a 30 milioni in tre esercizi a partire dalla prossima stagione).

I dirigenti dell’Inter, ha sottolineato Fassone, cercheranno invece di argomentare gli sforzi fatti in questi anni per risanare i conti del club, a partire dalla riduzione dei costi, con il monte stipendi diminuito di circa 70 milioni nell’arco delle ultime tre stagioni. Ma è sul piano di sviluppo e sulla crescita attesa dei ricavi che l’Inter intende puntare per convincere l’Uefa a comminare la sanzione minima rispetto a quelle previste dal regolamento, che è stato modificato solo lo scorso giugno.

Stando alle parole di Fassone, il club nerazzurro, inizierà a generare le prime positività nei conti già a partire dall’esercizio 2014/15.

Fassone si è soffermato anche sui rapporti tra il presidente Erick Thohir e Massimo Moratti, che pur avendo lasciato la carica di presidente onorario è rimasto azionista di minoranza del club con una quota del 30%. Secondo il dirigente nerazzurro l’equilibrio azionario attuale è “destinato a rimanere così ancora un po’”. “I rapporti tra i due azionisti”, ha tranquillizzato Fassone, “continuano ad essere di cordialità personale”.

Di certo però le turbolenze a livello societario, secondo il dg dell’Inter, potrebbero avere condizionato la squadra. “L’uscita di Moratti potrebbe avere influito”, ha spiegato Fassone, “quando all’interno delle società c’è turbolenza qualcosina sicuramente ci può essere, anche perché siamo usciti da 18 anni di presidenza di un certo tipo e stiamo andando verso questa nuova dimensione”.

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