Michel Platini, presidente dell'UefaLa Champions League si conferma una vera e propria macchina da soldi, non solo per i club europei che prendono parte alla competizione, ma anche per la stessa Uefa. L’organizzazione presieduta da Michel Platini, grazie agli introiti legati alla commercializzazione centralizzata dei diritti tv delle principali competizioni calcistiche europee (Champions ed Europa League)  ha infatti chiuso l’esercizio 2012/2013 con ricavi pari a 1,69 miliardi, in forte crescita rispetto agli 1,4 miliardi del 2011/2012 (il dato, per omogeneità di analisi, non tiene conto dei ricavi relativi ai campionati europei di Euro 2012).

Questo aumento dei ricavi, si legge nel bilancio dell’Uefa, approvato nel corso del congresso generale tenutosi nelle settimane scorse ad Astana, è legato prevalentemente ai maggiori proventi ottenuti grazie ai contratti sottoscritti con i principale broadcaster mondiali per la trasmissione delle partite della Champions e dell’Europa League per il triennio 2012/2015 e per i contratti di sponsorizzazione delle due manifestazioni.

Nel dettaglio i ricavi complessivi della Champions League per la stagione 2012/2013 sono stati pari a 1,42 miliardi a fronte degli 1,16 miliardi dell’edizione 2011/2012. Dall’Europa League, invece, l’Uefa ha incassato complessivamente 242 milioni, in crescita rispetto ai 219,6 milioni della stagione precedente.

uefa conto economico

Questo maggiore volume di ricavi ha avuto riflessi positivi anche per i club partecipanti alle due competizioni e per le federazioni associate all’Uefa. Circa il 71% di quanto incassato dall’organizzazione europea del calcio nel corso del 2012/2013 è infatti stato girato alle società che hanno preso parte alle competizioni. Se in percentuale l’incidenza è analoga a quella dell’esercizio 2011/2012, in valore assoluto di tratta di circa 200 milioni in più. La quota distribuita alla federazioni nazionali è passata invece da 20,9 a 32,6 milioni.

Complessivamente le uscite dell’esercizio 2012/2013 sono state pari a 1,57 miliardi, in crescita rispetto agli 1,33 miliardi dell’anno precedente. Il risultato operativo (considerato sempre al netto di Euro 2012) ha mostrato così una crescita importante passando da 66,9 milioni a 123,2 milioni. Il risultato netto è negativo per 21,4 milioni, ma non rappresenta un segnale particolarmente negativo. Non tanto perché l’Uefa è un’organizzazione non governativa e che pertanto non ha finalità di lucro (questo non significa che non debba chiudere i bilanci in utile), quanto perché il rosso è inferiore a quanto stimato nel budget dell’Uefa stessa e che potrà essere agevolmente coperto con gli utili che saranno generati nel 2016 grazie ai campionati europei in Francia. Basti considerare che nell’esercizio 2011/2012, considerando in questo caso anche l’impatto di Euro 2012, il risultato netto dell’Uefa è stato positivo per 128,8 milioni.

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