L’incontro tra Andrea Abodi e i presidenti delle 22 società di Serie B tenutosi settimana scorsa a Milano ha portato alla luce diverse tematiche molto interessanti su come dovrebbe essere il mondo del calcio italiano. Dai progetti di marketing centralizzato, passando per la ridefinizione della struttura dei campionati e la negoziazione con le componenti tecniche Aic, Aiac e Aipac per il rinnovo dei contratti collettivi in scadenza il prossimo 30 giugno, fino all’attivazione di uno studio finalizzato all’assegnazione di un rating, un tema molto importante su cui Calcio&Finanza si è voluta proprio soffermare insieme al presidente della Lega B a poche ore dalla presentazione del progetto B Italia che si è svolta ieri a Siena.

Rating, qui una classifica tabella di valutazione

Il rating nel mondo del calcio

L’assegnazione del rating verrà ridiscussa in modo più approfondito durante l’assemblea che si terrà il 15 aprile e qualora dovesse vedere ufficialmente la luce farebbe nascere una vera e propria regolatoria su una serie di parametri , attraverso i quali un operatore indipendente, in joint con la Lega, potra’ certificare il rating dei club. Come spiegato dallo stesso presidente Abodi, i parametri si articoleranno in tre macro aree:

  1. Organizzativi
  2. Infrastrutturali
  3. Finanziari

“Il nostro obiettivo è la affidabilità delle società, che possano, grazie anche al marketing allargato, arrivare ad essere in competizione con se stesse per migliorarsi” – ha sottolineato Abodi. Il presidente vuole creare, grazie a questo rating, una chiara certificazione che permetta agli imprenditori interessati ai club della serie cadetta di poter leggere bilanci in modo chiaro comprendendo fin da subito la realtà in cui si vorrebbero calare, il contesto in cui voler investire. “La certificazione permette alla società di migliorarsi anche grazie al confronto con il mondo esterno, andando a creare un mercato limpido in cui ci possa essere un miglior ricambio imprenditoriale”, ha aggiunto il presidente. Il rating, o per dirla in italiano classificazione, è un metodo utilizzato solitamente per valutare sia i titoli obbligazionari, sia le imprese in base al loro rischio finanziario. In questo caso il rating di merito creditizio si andrà a mischiare quasi forzatamente con il rating etico che invece misura la qualità della governance, della CSR, o in generale della sostenibilità sociale e ambientale di un ente.

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