cessione Brescia Cellino
Massimo Cellino (Insidefoto)

La decisione della Football Association di non permettere a Massimo Cellino l’acquisto del Leeds United mostra un effettivo shift tra il mondo del calcio fondato sul denaro e l’applicazione dei suoi regolamenti. Per i fan del club inglese, abituati al segreto e alle promesse non mantenute, le disavventure giudiziarie di Massimo Cellino non sono altro che una nuova pagina da aggiungere alla triste storia del club da quando Peter Ridsdale li ha portati dalle stelle alle stalle. Ma per la Lega Calcio britannica questa vicenda diviene una sorta di pietra miliare. Questo è il primo caso aperto e chiuso dove un aspirante proprietario viene colpito dal regolamento federale basato sul “owners and directors test”.
La condanna di Cellino, per il mancato pagamento delle tasse sull’importazione della sua barca statunitense, è stata considerata costitutiva di una condizione di squalifica per il test di “disonestà” della FA, che ha rappresentato un piccolo passo nel nuovo rapporto tra calcio e denaro, oltre che un passo da gigante nella volontà degli organismi federali nell’applicazione delle proprie regole.

Cellino preferisce la Gran Bretagna

Massimo Cellino ha scelto una serie piuttosto calda, la Championship, una sorta di “tempesta perfetta” fondata sulla necessità di scommettere sulla promozione che ha automaticamente fatto aumentare la potenza di fuoco dei club più forti, con l’adozione dei pagamenti paracadute e l’aumento dei costi di gestione. Come risultato c’è stata la tendenza ad attirare investitori con intenzioni ambigue o con fantomatiche fonti di reddito. L’imprenditore italiano i suoi soldi li ha messi, e come, circa 10 milioni di sterline per il finanziamento del club negli ultimi mesi. Cellino ha già fatto ricorso contro il Consiglio della Lega, dove era presente anche il presidente Greg Clarke, che ha votato all’unanimità per respingere la proprietà di Cellino e squalificarne l’offerta, nonostante il fatto che l’ordinamento italiano consenta un ricorso sul verdetto finale del tribunale.
“Non c’è giustizia in Italia, io preferisco il modo d’agire inglese, ma io sono in Italia, purtroppo. Devo pagare milioni e milioni al club e i giudici dicono che non ho pagato una piccola somma di denaro. È stupido. Potevo pagare anche domani”, ha detto Cellino subito dopo la sentenza della FA. “Non ho fatto niente di male a Leeds, a nessuno, volevo solo fare qualcosa di buono. Sento tanta vergogna. Perché si sono voluti prendere due mesi ed attendere la decisione del giudice italiano, io avrei potuto ritardare il processo anche di uno o due anni, se avessi voluto”.
invece una dichiarazione Leeds ha detto: “Il club ed i suoi azionisti sono delusi per la decisione della Lega Calcio di non approvare l’interessamento del sig. Massimo Cellino come proprietario del Leeds United FC, tuttavia  il consiglio e la direzione esecutiva del club continueranno le discussioni con la Lega e la Eleonora Sport per trovare una soluzione adeguata tra tutte le parti. I nostri azionisti continuano a sostenere il club direttamente attraverso ulteriori investimenti come è sempre stato. Vorremmo rassicurare i fan della continuità del nostro grande club”.

 Il possibile rientro nell’affare di Farnan

Come già detto nelle scorse settimane da Calcio&Finanza il consorzio guidato da Mike Farnan, che comprende anche l’ex presidente del Hull City, Adam Pearson, e l’amministratore delegato di Welcome to Yorkshire, Gary Verity, rimane interessato e una fonte ha rivelato al The Yorkshire Post che il piano del gruppo per soddisfare le richieste del club, 20 milioni di sterline, verrà formalizzata entro la fine di questa settimana.
Tuttavia, con lo United che perde più di 1 milione di sterline al mese, il gruppo Together Leeds probabilmente vorrà esaminare tutti i libri nel dettaglio prima di fare la prossima mossa.

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