In attesa del verdetto su Massimo Cellino, l’ultimatum del Leeds alla FA e’ scaduto ieri sera senza aver avuto risposta, il proprietario del club inglese, la Gulf Finance House, ha negato il coinvolgimento con un agente italiano protagonista, nove anni fa,  di uno scandalo di partite truccate che sconvolse l’Italia. La smentita e’ arrivata dopo che pare sia emerso un link tra il patron del Cagliari e proprio il protagonista della vicenda, Pino Pagliara. E’ stato riferito che Pagliara, ora operante a Manchester ed inibito dal calcio italiano nel 2005, avrebbe lavorato nel team creato da Cellino per arrivare a prendere il controllo del club britannico, interessandosi soprattutto dell’affare Ellan Road, lo storico stadio del Leeds.

Le fonti

Due fonti hanno confermato che Pino Pagliara è stato visto ad Elland Road nel corso degli ultimi due mesi, ma la Gulf Finance House, la banca d’investimento del Bahrein che sta vendendo a Cellino il Leeds in un affare da 25 milioni di sterline, ha preso le distanze dal soggetto dopo che le e’ stato chiesto di commentare. Un portavoce della GFH ha detto: “Né il club, né i proprietari hanno eventuali accordi contrattuali con Pino Pagliara, né stiamo facendo qualsiasi affare con lui”. Cellino non ha voluto rilasciare commenti sul grado di coinvolgimento di Pagliara nell’affare Elland Road, soprattutto dopo essere stato condannato dal tribunale di Cagliari per non aver pagato le tasse sul suo yacht statunitense.

Pagliara, 150.000 per mandare il Genoa in Serie A
Pagliara, 150.000 per mandare il Genoa in Serie A

Pino Pagliara

Quasi nove anni fa Pagliara è stato colpito da una lunga sospensione da parte delle autorità calcistiche italiane per essere stato implicato in una controversia che ha coinvolto Genoa e Venezia. La commissione disciplinare sentenziò che il Venezia ricevette 150.000 euro per perdere l’ultima partita sul campo del Genoa del campionato di Serie B, stagione 2004-05, mentre i rossoblu stavano combattendo per aggiudicarsi il campionato cadetto.
Pino Pagliara, allora direttore generale del Venezia, è stato coinvolto nello scandalo dopo che la polizia ha trovato un sacchetto di denaro nella sua auto pochi giorni dopo la partita.  Una successiva indagine respinse la difesa di Pagliara che affermò che il denaro non era che un acconto per il trasferimento proposto dal Venezia al difensore Ruben Maldonado del Genoa, che invece aveva bisogno di vincere l’ultima gara per garantirsi la promozione in Serie A assicurandosi una vittoria per 3-2 contro la squadra lagunare già retrocessa.
La commissione punì anche il Genoa relegando il club in Serie C e comminò divieti quinquennali  ai funzionari di entrambe le squadre, Pagliara incluso.

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