Catania, Pulvirenti compra il terreno per il nuovo stadio. A Stancanelli il progetto definitivo

L’ultimo posto in classifica non ha distolto il Catania dal progettare il proprio futuro. Ieri il presidente rossazzurro Antonino Pulvirenti ha infatti firmato l’atto notarile che gli ha permesso di…

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L’ultimo posto in classifica non ha distolto il Catania dal progettare il proprio futuro. Ieri il presidente rossazzurro Antonino Pulvirenti ha infatti firmato l’atto notarile che gli ha permesso di acquistare il terreno sul quale sorgera’ il nuovo stadio; l’area, di circa 50 ettari, si trova in contrada Jungetto, alla periferia ovest della citta’. La societa’ etnea ha gia’ dato incarico allo studio che si occupera’ dei lavori di redigere il progetto definitivo da presentare al Comune di Catania entro il 31 dicembre 2014, in conformita’ con quanto previsto dalla legge numero 147 del 27/12/2013 avente per oggetto le norme sugli stadi.

Catania, a breve un nuovo stadio
Catania, a breve un nuovo stadio

 Il primo passo verso il nuovo stadio del Catania

Secondo Repubblica, la società avrebbe già dato l’incarico allo studio dell’ingegnere Emanuele Stancanelli affinchè venga redatto il progetto definitivo da presentare poi al Comune entro, come detto, il 31 dicembre 2014. Tra i lavori più importanti dello studio c’è, ad esmpio, il Campo da Golf a 18 buche realizzato nel 1994 in località Cascine di Tavola di Prato (PO). Il progetto si svilupperà sempre nel rispetto di quanto previsto dalla legge numero 147 del 27 dicembre 2013 in materia di ‘norme sugli stadi’. Il comma 304 prevede, infatti, il finanziamento di 45 milioni in tre anni per il fondo di garanzia presso l’Istituto di credito sportivo. Viene prevista una disciplina semplificata. Il proponente porta al Comune uno studio di fattibilità corredato di piano economico e finanziario. L’amministrazione convoca una conferenza di servizi e, nel giro di 90 giorni, dichiara il pubblico interesse della proposta. A quel punto si procede alla redazione del progetto definitivo. Lo studio di fattibilità, però, non può prevedere “altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto”, inclusi esercizi commerciali, ma con l’esclusione di nuovi complessi di edilizia residenziale.