Nella relazione illustrativa pubblicata in vista dell’assemblea dell’As Roma del prossimo 31 marzo (il 1° aprile in seconda convocazione), chiamata ad incrementare da 80 a 100 milioni di euro l’importo dell’aumento di capitale, non viene fatta menzione di un possibile delisting del titolo dalle contrattazioni a Piazza Affari. Ma dalle informazioni riportate nel documento appare evidente che la ricapitalizzazione, che si terrà presumibilmente tra maggio e giugno, getta le basi per una revoca del titolo As Roma dalle contrattazioni.

Neep Roma Holding, la società partecipata da James Pallotta e Unicredit cui fa capo l’80% circa del capitale del club giallorosso, si è infatti fatta garante della buona riuscita dell’operazione, impegnandosi a sottoscrivere non solo la propria quota dell’aumento di capitale, ma a farsi carico anche delle azioni di nuova emissione destinate al mercato e ai piccoli azionisti che eventualmente risultassero non sottoscritte. Anche per questa ragione la holding ha già versato nelle casse dell’As Roma, in conto futuro aumento di capitale, l’intero ammontare della ricapitalizzazione pari appunto a 100 milioni.

james-pallotta-presidente-as-romaLa permanenza della Roma a Piazza Affari dipenderà dunque da come risponderanno i piccoli azionisti (nel capitale del club giallorosso, a differenza della Juventus, non figurano investitori istituzionali) di fronte alla richiesta di mettere mano al portafoglio per seguire l’aumento. Molto dipenderà dal prezzo cui verranno offerte le azioni di nuove emissioni che, se fosse rispettata la prassi di mercato, dovrebbe essere a sconto sulla quotazione media degli ultimi mesi, proprio per invogliare gli azionisti a mettere mano al portafoglio. L’importo a carico del mercato è comunque non trascurabile. Si tratta di un ammontare complessivo di circa 20 milioni di euro e non è dunque detto che tutti gli attuali piccoli azionisti abbiano la disponibilità finanziaria e la voglia di seguirlo.

Se così fosse, e gran parte delle azioni inoptate finissero per essere sottoscritte da Neep Roma Holding, quest’ultima potrebbe trovarsi con una percentuale del capitale del club ampiamente superiore al 90%. In tal caso Borsa Italiana, in base all’articolo 2.5.1 del proprio regolamento potrebbe disporre la revoca del titolo dalle contrattazioni.

E le vecchie azioni ancora in portafoglio ai piccoli azionisti? Se al termine dell’offerta Neep si trovasse azionista dell’As Roma con una quota superiore al 95% la Consob potrebbe imporre alla holding di farsi carico della quota residua del 5% fissando prezzo e modalità di acquisto.

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