Il progetto di acquisizione del Leeds United da parte di Massimo Cellino potrebbe irrimediabilmente sbriciolarsi, qualora il proprietario del Cagliari venga giudicato colpevole in tribunale per non avere pagato le tasse relative al suo yacht. Cellino, che ha una condanna per falso in bilancio nel 2001 ed è sotto inchiesta per l’uso improprio di fondi pubblici per la costruzione dello stadio del club sardo a Quartu Sant’Elena, è accusato di aver eluso illegalmente 400.000 di imposte per l’importazione dello yacht dagli USA, dove risiede, e che è stato sequestrato a Cagliari nel 2010.
Nel corso di una udienza in tribunale la scorsa settimana a Cagliari il pubblico ministero, Andrea Massidda, ha chiesto un risarcimento a Cellino pari a poco più di 1 milione di euro, oltre che la confisca dell’imbarcazione; il caso sarà dibattuto in tribunale il 18 marzo, esattamente cinque giorni dopo che il consiglio della Football League si sarà riunito per esaminare il caso di acquisizione del Leeds da parte proprio di Cellino. In Inghilterra sono certi che ora la Lega attenda l’esito della causa di evasione fiscale contro Cellino prima di prendere qualsiasi decisione in merito all’acquisizione del club britannico e se Cellino dovesse essere condannato è quasi certo che gli verrà impedito di completare il suo acquisto della partecipazione pari al 75% del Leeds, che è già stata concordata con gli attuali proprietari del club, la Gulf Finance House, una banca d’investimento del Bahrain.

Cellino, la FA prende tempo

Cellino contro le regole della Lega

Le regole della Lega sono chiare e dicono che le persone con condanne non spese concernenti reati di “disonestà” non possono essere amministratori o esercitare il controllo su uno dei loro club. L’avvocato di Cellino in Sardegna, Giovanni Cocco, ha detto al Guardian che il suo assistito ha intenzione di dichiararsi, in tribunale, non colpevole per l’accusa di evasione fiscale il 18 marzo; Cocco ha spiegato che la difesa di Cellino si baserà sul fatto che lo yacht era di proprietà di una società statunitense e che pertanto Cellino non era tenuto a pagare le tasse su di esso. “L’accusa è del tutto infondata” – ha detto Cocco – “Si tratta di una nave battente bandiera degli Stati Uniti e di proprietà di una società statunitense, che non doveva pagare le tasse in Italia secondo il diritto europeo e internazionale.” Cocco ha aggiunto poi che, non si sta parlando di un reato “formalmente criminale”, ma che si tratta di “una questione amministrativa” e ha confermato che proprio per questo motivo che il pubblico ministero ha chiesto che venga solo comminata una multa a Massimo Cellino.

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