Hamsik ed Higuain testimonial di un evento targato Vodafone e legato alla presentazione della nuova rete 4G. Fin qui nulla di male, ormai gli atleti sono usati a dismisura nelle campagne pubblicitarie in ogni settore. Peccato, però, che le due stelle del Napoli appartengano ad un club che, da anni, è sponsorizzato dal Gruppo Telecom. Una partnership storica che la SSC Napoli ha voluto ribadire e puntualizzare con un comunicato apparso sul suo sito ufficiale:

“La SSC Napoli, anche in relazione ad alcuni articoli di stampa apparsi nei giorni scorsi, desidera precisare che la SSC Napoli stessa è legata a Telecom Italia da un contratto di sponsorizzazione in via esclusiva e che Telecom Italia è l’unico sponsor della SSC Napoli nel settore dei prodotti e servizi di telefonia mobile e fissa e di connessione internet. Una partnership di lunghissima durata e di reciproca soddisfazione, che vede Telecom Italia al fianco della SSC Napoli sin dalla prima stagione di serie A TIM e che in questo lungo percorso insieme ha visto SSCN e Telecom Italia collaborare in tantissime iniziative di successo.”

La presenza di Hamsik ed Higuain era quindi solo a titolo personale e non in qualità di tesserati della SSC Napoli: “La SSC Napoli precisa altresì che la campagna mediatica di Vodafone è incentrata sull’utilizzo dell’immagine dei singoli giocatori, a titolo personale ed individuale, e non in qualità di tesserati della SSCN, fermo restando che nessuna partnership, esclusiva o meno, è stata istituita tra Vodafone e la SSCN e/o le proprie squadre.”

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 Il colosso vodafone nel calcio

Vodafone è un brand che nel calcio ha sempre fatto la voce grossa soprattutto ai tempi della partnership con il Manchester United e con la UEFA Champions League, rapporti chiusi nel 2006 e nel 2009. Da allora l’impegno della compagnia telefonica internazionale è radicalmente diminuito, seguito poi anche dal disimpegno in F1 con la McLaren Mercedes, per avere un nuovo scossone nell’estate del 2013 quando il Beşiktaş di Istanbul annunciò di aver firmato un accordo da 145,000,000 con la compagnia telefonica, rendendolo il più grande affare di sponsorizzazione del paese turco.

L’accordo prevede la presenza del marchio del brand sulla maglia per cinque stagioni, oltre che sul nuovo stadio che dovrebbe essere completato il prossimo anno e denominato Vodafone Arena per 15 anni. Una sponsorship fondamentale per un club che nell’estate 2013 contava debiti stimati per circa 100 milioni di euro e che arrivava dal pugno duro di Michel Platini, diventando una delle prime vittime del famoso fair play finanziario. La nuova Vodafone Arena sarà costruita sul sito dello stadio attuale, oltre che su alcune antiche rovine che verranno demolite per far posto al progetto e sarà il primo stadio costruito con una collaborazione tra Vodafone e Cisco, infatti includerà sia un sistema all’avanguardia nella “vision stadium”, che integra la banda larga per dispositivi mobili e reti Wi-Fi, sia gli schermi HD di diverse dimensioni disposti intorno allo stadio, che consentirà ai fan di guardare le interviste, vivere live le trasmissioni e assistere alle promozioni pubblicitarie.

Turchia, una crescita economica sfrenata
Turchia, una crescita economica sfrenata

Turchia, una growing economy

L’economia turca ha mostrato prestazioni notevoli con la sua costante crescita nel corso degli ultimi otto anni, grazie ad una strategia macroeconomica in combinazione con le prudenti politiche fiscali e con le riforme strutturali in vigore dal 2002. Poi l’integrazione dell’economia turca nel mondo globalizzato ha trasformato il paese in uno dei principali destinatari degli investimenti provenienti dall’estero.
Le riforme strutturali, sollecitate dal processo di adesione della Turchia all’UE, hanno aperto la strada per cambiamenti a livello globale in una serie di settori. Gli obiettivi principali di questi sforzi sono stati quelli di aumentare il ruolo del settore privato nell’economia turca per migliorare l’efficienza del settore finanziario, per poi posizionare il sistema di sicurezza sociale su un fondamento più solido. Pertanto l’economia si è sviluppata con un tasso di crescita reale medio annuo del PIL del 5 per cento negli ultimi dieci anni tra il 2002 e il 2012, facendola diventare la 16° più grande economia del mondo e la sesta economia più grande se confrontato con i paesi dell’Unione europea. E’ normale, quindi, che i detrattori possano far circolare l’idea che il calcio turco voglia “rubare” i grandi campioni alle squadre europee più blasonate; un esempio di tale processo sono le due squadre della capitale, Istanbul, il Galatasaray di Roberto Mancini che annovera tra le sue fila Burdisso, Drogba e Snejider e che ha fatto tremare Mourinho nell’andata degli ottavi di finale di Champions League pochi giorni fa, e il Besiktas che alcuni mesi fa ha cercato di portare nel Bosforo un’icona del calcio mondiale come Ronaldinho, e che attraverso la partnership con il colosso Vodafone vuole tentare la scalata al calcio che conta magari portando ad Istanbul due stelle del calibro di Higuain e Hamsik.