E’ iniziata l’indagine giudiziaria contro il padre di Neymar, che in una lettera aperta ha assicurato che tutte le sue società, legate all’affare con il Barcellona di questa estate, sono legali e pagano regolarmente le tasse in Brasile; inoltre Neymar Senior ha spiegato nel dettaglio perché il Santos sia da considerarsi un’azienda poco etica che sta cercando di screditare in tutti i modi suo figlio.
In una lettera pubblicata nel sito ufficiale di Neymar Jr il padre del giocatore lascia intendere che tutti i negoziati con il Barcellona siano stati del tutto legali. “La mancanza di etica è ciò che sta alla base del loro (Santos ndr) comportamento nei confronti di mio figlio Neymar Jr.,  ho fatto la cosa giusta quando ho firmato quel documento che ha lasciato mio figlio libero nel 2014 all’età di 22 anni”.

Neymar, partita l’indagine giudiziaria su suo padre

Le dichiarazioni di Euroamericas sul caso Neymar

Secondo Euromericas Sport Marketing il padre avrebbe negato qualsiasi problema con il club del Santos fino al momento del trasferimento, ma che d’altra parte, però, per difendere la legalità delle sue imprese, ha sempre messo tutto per iscritto come da “persona prudente” in questo tipo di affari. “Chi ha lavorato con il padre di Neymar sa che chi mi ha fatto una proposta di affari e gli ho risposto di lasciare tutto per iscritto perché so che lui vuole avere tutto registrato dato che è una persona saggia”, ha dichiarato Gerardo Molina, esperto di marketing e diritto dello sport. Tutto il denaro ricevuto in Brasile sembra essere regolare come del resto le tasse sembrano essere state pagate, inoltre il padre del talento verdeoro ha dichiarato che nessuna delle società partner di Neymar possiede conti fuori del paese con persone fisiche o giuridiche. Il padre della star ha ammesso, infine, che c’è chi vuole confondere la gente del Brasile e del Barcellona, ​​dicendo che le sue aziende hanno processi aperti con l’Internal Revenue Service. Il Santos, intanto, è ancora alla ricerca di una copia del contratto che fino ad oggi gli è stata negata dalle autorità brasiliane.