Il gruppo media di Rupert Murdoch, la News Corporation, ha ricevuto un rimborso fiscale di 882 milioni di dollari dall’Australia, una mossa che rischia di riaccendere il dibattito su quante tasse vengano pagate dalle aziende internazionali.
Il pagamento da parte di una “autorità fiscale straniera” è stato rivelato nei conti pubblicati dalla News Corporation negli Stati Uniti all’inizio di questo mese e sarebbero legati ad un reclamo di 2 miliardi di dollari da parte dell’azienda di Murdoch; il rimborso è uno dei più grandi mai affrontato dalla ATO e sembrerebbe essere stato messo in atto per evitare una serie di attacchi contro il governo laburista che sarebbero potuti partire dai media guidati dal magnate. Comunque non è servito perché poi i laburisti hanno perso le elezioni. Vera o falsa, tuttavia, l’illazione conferma l’enorme potere che l’impero mediatico di Murdoch ha in tutto il mondo. E rappresenta in ogni caso l’ennesima dimostrazione di come i big del business riescono a pagare di meno il fisco.

La possibile scalata al newco di Mediaset

Alcune settimane fa è circolata la notizia che il magnate dei media Rupert Murdoch voglia entrare nella newco di Mediaset con l’obiettivo di unire le attività di pay tv che il gruppo di Cologno Monzese detiene in Italia e Spagna. Murdoch avrebbe manifestato il suo interesse a valutare il dossier tramite NewsCorporation, la sua conglomerata nei media che possiede fra le altre partecipazioni anche a Sky Italia, e il magnate australiano non sarebbe l’unico a puntare alla nella newco a cui sta lavorando Mediaset, con in testa gli arabi di Al Jazeera ed a seguire i tedeschi di Rtl ei francesi di Canal+.

La strategia Sky sui diritti Champions

Se nel triennio 2012-2015 il montepremi legato alla commercializzazione dei diritti tv a disposizione delle squadre italiane partecipanti alla Champions era pari a circa 81 milioni di euro l’anno (la metà dei 160 milioni annui pagati da Sky Italia per aggiudicarsi i diritti, poi girati anche a Mediaset), nel triennio 2016-2018 questo ammontare, il cosiddetto market pool, salirà di circa 29 milioni attestandosi così a 110 milioni. Si tratta, certo, di un tesoretto inferiore rispetto ai circa 181 milioni destinati ai club del Regno Unito, che beneficeranno dell’offerta monstre da 1,09 miliardi di euro (897 milioni di sterline) con cui BT Sport ha sbaragliato la concorrenza di BSkyB (salvo poi sedersi al tavolo per trovare un accordo con la tv di Rupert Murdoch). Ci sarebbe anche la scarsa competitività dei club italiani in Champions League dietro la strategia di Sky Italia, la piattaforma satellitare controllata dalla 21st Century Fox di Rupert Murdoch, di farsi (momentaneamente) da parte di fronte ai 700 milioni di euro messi sul piatto da Mediaset per assicurarsi l’esclusiva dei diritti di trasmissione (pay, free to air e su piattaforme multimediali) della massima competizione calcistica europea per club per il triennio 2015-2018. Una strategia “tutta in famiglia” qualora Murdoch sferrasse il colpo decisivo alla newco di Mediaset grazie anche al piccolo tesoretto ereditato dal governo australiano.