50,3% di favorevoli e 49.7% di contrari, questo è il risultato uscito dalle urne dell’iniziativa contro la libera circolazione con l’Unione europea, promossa dalla Unione di centro, partito conservatore nazionalista ed anti europeista, che ha come leader di fatto l’imprenditore e politico Christoph Blocher, che mira a bloccare l’accordo di libera circolazione in vigore con l’Unione europea ed a reintrodurre i contingenti per i lavoratori stranieri. In molti, tra cui il Governo, la maggioranza del Parlamento, le associazioni delle imprese elvetiche, i sindacati, erano contrari all’iniziativa che ha spaccato in due la Svizzera, sottolineando i vantaggi che la libera circolazione comporta anche per l’economia svizzera, che ha un buon tasso di crescita ed ha una disoccupazione contenuta.

La Svizzera senza "stranieri"
La Svizzera senza “stranieri”

Le ripercussioni sportive

Se il risultato uscito dalle urne fosse già in vigore molto probabilmente la nazionale di calcio elvetica non si sarebbe qualificata per il Mondiale brasiliano, di cui e’ invece testa di serie nel gruppo E. Questo è quanto ha riportato oggi il tedesco ‘Die Welt’ e la stampa brasiliana, in particolare ‘O Globo’ e il sito ‘Globoesporte’. Il Die Welt ha pubblicato una foto della nazionale svizzera in posa prima dell’ultima partita disputata ma fa sparire le sagome dei calciatori svizzeri figli di immigrati o nati altrove, come quelli fuggiti dal Kosovo e poi accolti dalla Confederazione. Il risultato? In campo a difendere i colori rossocrociati rimarrebbero solo Michael Lang, Fabian Schaer, Reto Ziegler e Steve Von Bergen. ‘Globo’ sottolinea invece che fra i 30 calciatori convocati dal ct Hitzfeld nel corso dell’anno solare 2013, 17 hanno origini straniere, tra cui kosovari, macedoni, turchi, bosniaci, ivoriani, capoverdiani, curdi e colombiani, ovvero i vari Xhaka, Shaqiri, Kasami, Behrami, Rodriguez, Emeghara, Gelson Fernandes, Derdiyok, Mehmedi, Seferovic, Drmic, Dzemaili e Djourou.

Inler, lo “straniero” del Napoli

Il parere del “napoletano” Inler

Globoesporte ha intervistato Gokhan Inler, figlio di turchi, che ha spiegato: “Mio padre venne in Svizzera per lavorare, e dopo che ne trovo’ uno si trasferi’ anche mia madre. Io sono nato in Svizzera, e ho avuto un’infanzia molto felice. Quasi tutta la mia giovinezza l’ho passata giocando a pallone, fino al punto di fare una scelta e trascurare gli studi. Non diamo peso alle origini di ciascuno di noi o alla provenienza. Siamo una squadra unita, e un gruppo che vuole raggiungere certi obiettivi”.

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